04, Dicembre, 2022

Dalla progettazione alla messa in funzione: i laboratori di robotica dell’ISIS Valdarno

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All’interno dell’ISIS Valdarno si trova uno dei due Future Labs della Toscana e con questo strumento gli studenti possono interfacciarsi con un metodo di apprendimento nuovo e pratico. Proprio per questo motivo all’ISIS esiste un laboratorio di robotica che permette a studentesse e studenti di creare dei robot partendo dalla teoria, fino al funzionamento completo.

Luca Africh, docente:” Qui si possono sviluppare tutte quelle competenze avanzate dal punto di vista educativo, tutte le innovazioni didattiche. La possibilità che l’ISIS Valdarno dà è quella di poter da subito, dalla prima e dalla seconda, andare nei laboratori, poter sviluppare delle competenze che inizialmente sono, con robotica educativa, delle competenze apparentemente ludiche e ricreative. In realtà danno quelle componenti di base che servono poi per sviluppare tutta la parte che verrà affrontata nel triennio di robotica ed elettrotecnica: che porta all’automazione industriale e alla robotica industriale. I nostri studenti hanno quindi la possibilità sin dal primo anno di poter entrare all’interno dei laboratori e cominciare a provare per poi acquisire quelle competenze percorrendo tutto il triennio fino alla fine del percorso”

Gli studenti di robotica dell’ISIS Valdarno mostrano due robot realizzati all’interno dei Future labs; modelli coi quali sarà possibile partecipare alle prossime gare di robotica. Gli studenti: In linea di massima progettiamo robot le quali capacità pricipali sono quelle di percorrere dei tratti definiti o spostare piccoli oggetti. In realtà la progettazione e la creazione di questi, viene ancor più esaltata durante le gare di robotica, dove vengono realizzati dei percorsi che simulano situazioni difficoltose, ad esempio catastrofi ambientali. Vedere in azione i nostri robot diventa quindi la realizzazione concreta del nostro lavoro. Durante i primi due anni facciamo un biennio comune dove approfondiamo tutte le materie per capire meglio in cosa specializzarsi nei tre anni successivi.”

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