Circolo Arci di Ponte alle Forche: paventata la chiusura oggi rimandata. Parla Redditi. Tre sindaci sostengono il Circolo

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Ha rischiato la chiusura oggi il Circolo Arci di Ponte alle Forche sulla scia di una verifica effettuata dalla Guardia di Finanza, la stessa che negli ultimi periodi sta riguardando tutti i Circoli della vallata. Una chiusura al momento rimandata dalla Magistratura che vuole fare chiarezza e che ha convocato le parti per il 29 luglio in Corte di giustizia tributaria dopo la sospensione del provvedimento di chiusura di 15 giorni disposta dal Giudice. Al centro della vicenda l’attività del bar e quella svolta dai volontari.

Oggi in tanti, cittadini e associazioni, si sono recati al Circolo per esprimere la propria solidarietà. Presenti anche i sindaci di San Giovanni, Cavriglia e Terranuova, rispettivamente Valentina Vadi, Leonardo Degl’Innocenti o Sanni e Sergio Chienni.

Spiega la vicenda il presidente del Circolo Arci di Ponte alle Forche, Claudio Redditi: “Da un anno circa siamo soggetti a una verifica da parte della Guardia di Finanza, che ha messo sotto osservazione noi e a seguire poi tutti i circoli Arci e qualcuno dell’Acli nel Valdarno. Dopodiché ha passato tutto all’Agenzia delle Entrate e ora siamo in una fase dove cominceranno punto per punto l’approfondimento dei vari temi che hanno sollevato. La Guardia di Finanza a noi imputa sostanzialmente due cose: una, quella che ha determinato la situazione di oggi poi rientrata per intervento della Magistratura, è che secondo loro il bar nell’attività del Circolo è quella prevalente e quindi questo farebbe diventare l’esercizio un bar normale uscendo dall’orbita dei circoli”.

“Secondo noi è una lettura completamente sbagliata: noi magari riusciamo poco a farla comprendere ma l’attività prevalente qui dentro è quella sociale, culturale, ricreativa, che prevalentemente va in aiuto ad associazioni no profit, che cerchiamo di aiutare con i mezzi che abbiamo, oltre che alla scuola, della casa di riposo, di chiunque ha bisogno nel quartiere, le famiglie più fragili. Quindi non riconoscono questa parte di attività sociale e dicono che secondo loro l’attività prevalente è quella commerciale e che per questo non abbiamo diritto alle agevolazioni dovute alle realtà del terzo settore”.

“La seconda questione che non riconoscono riguarda la quantità di ore di volontariato necessaria per una simile attività. Non capiscono la funzione e il ruolo del volontario. Nonostante abbiamo dimostrato che abbiamo quasi cinquecento iscritti e una cinquantina di volontari attivi che regalano migliaia di ore l’anno complessivamente di lavoro completamente gratuito. Questa cosa ci fa particolarmente male perché un po’ fanno trasparire il lavoro nero, cosa che onestamente è lontana mille miglia dalla nostra cultura, dalla esperienza di queste realtà. Per noi è stato un anno complicatissimo e ora siamo in questa fase, noi e gli altri circoli, perché noi siamo stati i primi, ma a seguire specialmente nel Valdarno, i circoli Arci ripeto e qualcuno delle Acli e MCL sono stati messi tutti nella stessa situazione con le stesse problematiche”.

 

Redditi continua: “Riguardo la questione di oggi, noi eravamo stati sottoposti 4 o 5 giorni fa a una a un’ordinanza di chiusura del circolo per 15 giorni. Noi abbiamo chiarito subito che per quanto ci riguardava la chiusura al massimo poteva essere il bar che è l’unico posto dove abbiamo bisogno di una concessione per la mescita e, se ci fossero state delle violazioni particolari, quella poteva essere anche revocabile. Il resto dell’attività del circolo, è tutelato dalla Costituzione italiana che stabilisce che un circolo, un’aggregazione  di liberi cittadini non può essere chiusa da nessuno. Per fortuna, dopo un atteggiamento molto rigido da parte dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza, oggi a mezzogiorno è intervenuto il Magistrato che ha stabilito, siccome era già programmata un’udienza per il 29 di luglio, di sospendere le sanzioni e quindi ha ritenuto illegittimo probabilmente l’atteggiamento che tenuto finora, rimandando a quell’occasione il tentativo di conciliazione o di capire dove sta il torto e la ragione. Eventualmente se ci saranno dei provvedimenti potranno essere solo posteriori a quella data, quindi non certamente prima di andare a un confronto”.

“Per noi questa è una cosa importante perché riconosce quello che abbiamo sostenuto fin dal primo momento. A noi ci sembravano uno stato diritto, una una cosa assurda che venissero somministrate delle sanzioni prima ancora di aprire un confronto e verificare appunto come stanno esattamente le cose. Questo rimette un po’ le cose a posto, sapendo che i problemi son sempre tutti sul tappeto e dovremmo a partire appunto dal 29 comunque affrontarli. Noi speriamo di portarli a chiarimento perché riteniamo che sia davvero una lettura sbagliata quella che hanno dato del nostro circolo e complessivamente dei Circoli nel Valdarno e quindi si spera di rimettere le cose apposto”.

Presente al Circolo anche il legale, l’avvocato Marco Mini: “Nel corso di una verifica tributaria dell’anno scorso i verificatori avevano accertato la mancata installazione del misuratore fiscale, misuratore che non c’era in quanto per il regime fiscale dell’associazione non era dovuto. In quel momento ritenevano di elevare una sanzione che poi è stata confermata dall’Agenzia delle Entrate, sanzione che prevede anche un’accessoria di sospensione dell’attività per quindici giorni. Di fronte a questo c’è stato probabilmente un atto dove la sospensione era stata applicata alle attività di organizzazione ricreative culturali e quindi un po’ a tutta l’attività dell’associazione non limitata all’attività autorizzata che è quello che la legge permette, cioè permette di sospendere le autorizzazioni amministrative e non certo le associazioni che non sono sottoposte ad autorizzazione come dice l’articolo diciotto della Costituzione”.

“Quindi di fronte a questo abbiamo fatto ricorso, abbiamo provato a gestire anche con gli uffici una soluzione alternativa per evitare di trovarsi in questa difficoltà. La soluzione non è stata trovata, poi fortunatamente ci ha messo le mani la magistratura che ha accolto l’istanza di sospensione presentata e quindi è arrivata però oggi pomeriggio, e quindi non in tempo per fermare l’accesso di chi veniva ad eseguire quella misura. Gli agenti si sono trovati a dover eseguire un provvedimento per cui non avevano ancora ricevuto la sospensiva e quindi poi tutto si è risolto tranquillamente. La verifica messa in piedi riguarda sei anni di imposta e più associazioni del territorio del Valdarno, dovrebbero essere undici quelle coinvolte in questa dinamica di verifica”.

L’avvocato conclude: “L’ultimo atto? il 29 luglio. L’ultimo atto della verifica in generale? Mah fra una decina d’anni probabilmente.“.

 

Sul posto era presente Martina Giardi per le interviste e le foto

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