In vista del Consiglio comunale nel corso del quale verranno deliberate le modalità di applicazione della nuova Tariffa TARIP, interviene il gruppo Liste civiche sangiovannesi.
“Le modalità di applicazione della TARIP che ha adottato l’amministrazione Vadi, sono per noi del tutto improprie, inique e coercitive. Temiamo fortemente che vanifichino le risorse investite dall’amministrazione, l’impegno dei cittadini e i risultati raggiunti da quest’ultimi. Ne contestiamo severamente anche le modalità di applicazione e il contesto. Appare chiaro che il motivo e la fretta dell’amministrazione ad adottare questo sistema tariffario (che dal 2026 affida la riscossione diretta al gestore IREN) sia quello di rinunciare alla riscossione delle tariffe e poter risolvere il rischio di insoluto del Comune , lavandosene le mani!”, ha sottolineato Catia Naldini anche nel consiglio comunale aperto.
“E’ paradossale che una città che da oltre 30 anni ha subito, più di tutte le altre, la vicinanza di una discarica di livello nazionale, pagando bollette senza sconti, diventi ora cavia di un capriccio per rimettere qualche debituccio ma di tutto questo beneficerà solo l’Ente Gestore IREN, che sottolineiamo è subentrata al colosso SEI, non per meriti o per aver vinto una gara di appalto, ma semplicemente perché il colosso SEI si è rivelato un gigante con i piedi di argilla, caduto nei debiti. E’ paradossale che si affidi interamente un servizio pubblico e la sua riscossione ad un gestore privato al quale poco importa se il cittadino è virtuoso ma, come a tutte le altre aziende, interessa moltissimo il fatturato, con l’aggravante che nessuna committenza pubblica ne controllerà l’operato”.
“E cosa ha di puntuale la tariffa TARIP adottata dalla nostra amministrazione Comune, di cui domani delibererà le modalità irremovibili già decise? Niente. Quella adottata non è affatto una tariffa puntuale, basata sull’ indifferenziato effettivamente prodotto dall’utente. È invece una TARI puntuale mista con competenti fisse basate sui metri quadrati dell’immobile, (quindi tassa patrimoniale) e una parte definita variabile, (che teoricamente dovrebbe essere la componente puntuale legata al numero effettivo dei conferimenti) ma che in realtà è fissa anche questa perchè è sulla base dei componenti del nucleo familiare e su un numero di conferimenti minimi fissati a priori , da rispettare e pagare, multa di due euro 2 euro a conferimento eccedente, nessuna eccezione per chi è virtuoso e conferisce meno”.
Catia Naldini continua: “Una modalità altamente costrittiva e punitiva, che viene messa in campo senza offrire un sistema di Raccolta differenziata agevole per i cittadini, efficiente e ben sviluppato in tutto il territorio, (pur piccolo che sia) e senza adottare misure che favoriscano buone pratiche e incentivino la riduzione del rifiuto. Soprattutto un sistema adottato senza che ci siano state attività di coinvolgimento degli utenti-contribuenti che ricordiamo sono coloro che subiscono un sistema che a monte produce enormi quantità di rifiuti da differenziare e smaltire e soprattutto che sono loro a finanziare i sistemi di raccolta e di gestione e loro devono essere ascoltati e considerati. L’obiettivo prossimo dovrebbe essere la riduzione della produzione del rifiuto a monte e misure che permettano all’utente di differenziare e smaltire agevolmente con servizi adeguati e a misura del territorio”.
“L’obiettivo futuro potrebbe essere una tariffa completamente puntuale, legata solamente alla produzione di rifiuti indifferenziati prodotti, con il supporto di incentivi governativi e campagne di sensibilizzazione, affinché sempre più comuni possano adottare una tariffazione e una gestione dei rifiuti equa ed efficiente. Alcuni comuni, con sistemi di raccolta differenziata molto avanzati, ci sono riusciti, impariamo da questi modelli se il fine dichiarato è veramente, in termini di sostenibilità ambientale, la riduzione della quantità di rifiuti destinati alle discariche e il miglioramento delle performance di raccolta differenziata. Questo deve essere fatto per non vessare i cittadini e rispettare l’ambiente, altrimenti che abbiano l’onestà di chiamare le cose con il vero nome: una genuflessione politica, di cui non possono farne a meno”.
