Tariffe Tari di Reggello, interviene il PCI: “Si sdogana la cattiva gestione di Alia Spa”

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Il PCI del Valdarno fiorentino interviene in merito alle nuove tariffe Tari approvate dal Consiglio comunale di Reggello, che prevedono riduzioni fino al 20% per cittadini e imprese. Secondo il PCI, “Per fare un’operazione di sdoganamento di un servizio esternalizzato, verso una società come Alia Spa, con costi gestionali esorbitanti e continui disservizi operativi, viene emanato il nuovo piano tariffario in cui si prevede una riduzione della tassa sui rifiuti sia per le utenze domestiche che per quelle non domestiche, un atto atteso e dovuto, l’importante per il Sindaco e la sua maggioranza che niente cambi. Il trucco per sdoganare ALIA SpA, oggi parte del gruppo Plures, e per ‘vendere’ ai cittadini il risultato dell’abbassamento delle tariffe starebbe nel dichiarare che l’abbassamento è esclusivamente dovuto all’intensa attività di recupero dell’evasione e dell’elusione tributaria affidata ad Abaco, altra società privata veneta specializzata nelle attività di riscossione coattiva ed il recupero crediti, e all’applicazione del nuovo metodo tariffario sul quale continua a gravare tutto il costo societario”.

“Ciò che viene ignorato da parte del centrosinistra e dalla stessa destra a Reggello – accusa il PCI – è il cosiddetto ritardo o affanno nel pagare puntualmente le tasse, in un contesto di forte crisi economica e sociale, di aumento del costo della vita, dei prezzi e delle tariffe che gravano su famiglie e cittadini dove è in aumento indigenza, povertà, nuove marginalità e precarietà, fattori questi che incidono nel dare risposte nei tempi previsti agli esosi costi tariffari. Come PCI rimaniamo stupiti dal fatto che nessuno abbia posto il vero problema, ciò che ingiustamente continua ad essere in carico ai contribuenti cioè i compensi milionari erogati al CdA e le consulenze milionarie di cui lo stesso gestore si avvale. Sorprende che nessuno in Consiglio Comunale abbia posto l’abbassamento degli stratosferici compensi erogati ad ALIA SpA e il motivo per il quale il nostro Sindaco non eserciti un adeguato controllo pubblico sulla società, sulle scelte e sui disservizi che la stessa continua a fare indisturbata, senza che mai venga applicata alcuna penale, ecco spiegato il perché non si toccano compensi e premi ai vari dirigenti”.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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