Referendum Costituzionale, incontro ad Incisa sulle ragioni del ‘No’

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Referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo: l’Unione comunale del Partito Democratico ha organizzato un incontro pubblico per spiegare le “ragioni del No” sabato prossimo, 7 marzo alle 10,00, nella sala polivalente “Il Tendone” del Circolo ARCI di Incisa.

Ne parleranno la dottoressa Barbara Fabbrini, Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati della Sezione Toscana e l’avvocato on. David Ermini, già Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.

“Il Partito Democratico di Figline e Incisa Valdarno, che già partecipa al “Comitato del Valdarno Fiorentino per il NO”, invita tutta la cittadinanza a partecipare a questo incontro, certo che sarà utile per approfondire le ragioni che spingono a votare NO al prossimo referendum sulla Magistratura. Nell’incontro i due relatori illustreranno quelle che saranno le conseguenze di una riforma che va a toccare gli equilibri tra gli Organi Istituzionali e tra i Poteri dello Stato, che questa riforma, scritta esclusivamente dal governo, vorrebbe cambiare modificando ben sette articoli della Costituzione Italiana”.

“La Costituzione Italiana che i 556 Padri Costituenti, tra i quali: Alcide De Gasperi, Palmiro Togliatti, Pietro Nenni, Umberto Terracini, Pietro Calamandrei, Giorgio La Pira, Nilde Iotti, Aldo Moro, Sandro Pertini, Ugo La Malfa, solo per citarne alcuni, vollero saggiamente garantista nell’autonomia e indipendenza tra gli Organi Supremi previsti e disciplinati direttamente dalla Costituzione. Una Costituzione, quella italiana, nata dalla guerra di Liberazione e scritta da uomini e donne che avendo vissuto la tragedia del fascismo e della tirannia ben sapevano la necessità della separazione dei poteri per evitare quegli atti di sopraffazione della politica sugli altri Organi dello Stato, e viceversa; perché avevano visto e vissuto questa ingerenza come l’ingranaggio della dittatura. E per questo, per quegli uomini e per quelle donne che hanno scritto la Costituzione, era necessario non solo enunciarla l’autonomia e l’indipendenza tra gli Organi Istituzionali, ma anche renderla vera e forte. E lo fecero con la Legge primaria e fondamentale dello Stato Italiano: la nostra Costituzione, che ora vogliono cambiare. Diciamo NO”.

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