Si attesta intorno al 17% il risultato raggiunto dalla coalizione a sostegno di Enrico Buoncompagni, che dunque si assesta su numeri simili a quelli di due anni fa. “Questo esito del voto lo leggo comunque positivamente, nel senso che la nostra area, l’area civica e riformista, è un’area che ha saputo riconfermarsi a distanza di due anni dalle elezioni del 2024. Siamo riusciti a mantenere il nostro elettorato, ma anche a riformulare la proposta riformista e sostanzialmente siamo contenti di poter dire che questi anni, in cui abbiamo fatto un lavoro di ascolto dei cittadini e abbiamo sostenuto i bisogni della comunità, hanno ritrovato conferma in questa tornata elettorale”.
Il dato dell’affluenza vi ha penalizzato? “Il dato dell’affluenza veramente richiede una riflessione più ampia da parte della politica, perché quando alle comunali abbiamo una riduzione del 10% dell’elettorato, significa che la politica nel suo complesso deve fare una riflessione sia in ciò che ha fatto, ma anche nella programmazione futura. Io credo che al di là dei risultati c’è bisogno veramente di fare delle politiche che siano in grado di arrivare ai bisogni dei cittadini. Un po’ questo 10% di riduzione dell’elettorato ci dice questo. Le persone sono stanche di qualsiasi tatticismo fatto dai partiti e dalla politica e c’è bisogno veramente di andare in profondità sui temi e riuscire a dare, quantomeno la politica comunale deve dare delle risposte”.



