18, Marzo, 2025

Referendum contro le mega-Asl toscane, consegnate oltre 3.400 firme. Più di mille raccolte in Valdarno

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In pochi giorni, i promotori del referendum consultivo sulla revisione delle tre mega Asl hanno raggiunto il primo obiettivo: sono 3441 le firme raccolte e consegnate, necessarie per presentare il quesito referendario in Consiglio regionale, insieme alla relazione sanitaria per richiedere che venga indetto il referendum. La decisione finale sull’ammissibilità spetterà al Collegio di Garanzia. Il conteggio delle firme è stato effettuato a Firenze nella Sala Expo del Consiglio regionale.

I promotori del referendum nel Valdarno hanno dichiarato: “La mobilitazione che ha riguardato tutta la regione, ha visto una straordinaria partecipazione nel Valdarno aretino e fiorentino, dove in meno di venti giorni, con gazebo nei mercati e in punti di ritrovo pubblici, sono state raccolte oltre 1000 firme, segno di un bisogno forte e sentito da parte di tanti cittadini, in particolare anziani, che vivono su la loro pelle le difficoltà delle lunghe liste di attesa e di prestazioni addirittura fuori provincia che generano costi e difficoltà organizzative, fino alla rinuncia alle cure per motivi economici, ma anche una sensibilità particolare dei giovani, che riconoscono il peggioramento di quella sanità nei nostri territori e che vogliono difendere il diritto alle cure tramite il SSN”.

A livello locale si sono mobilitati per la raccolta firme il Sindaco di Montevarchi, le liste civiche del Valdarno aretino, Prima Montevarchi e Silvia Sindaco, le “Liste Civiche Sangiovannesi”, il gruppo consiliare Terranuova Futura e del Valdarno fiorentino con il gruppo consiliare Alleanza Civica per Figline e Incisa, il Comitato vittime di Podere Rota, il Movimento consumatori di Arezzo, il Sindacato dei Consumatori, le neonate Associazioni Enea e Aasra, l’Associazione Il Bercio ,l’Associazione Terra libera tutti, l’Associazione Con-tatto, il Forum Toscano Movimenti per l’acqua, e i partiti, con l’impegno della Lega Toscana Valdarno, Forza Italia Valdarno e Partito della Rifondazione comunista.

“Siamo veramente soddisfatti del riscontro avuto in così poco tempo. La sanità è un tema particolarmente sentito nella nostra vallata in cui i cittadini hanno risposto massicciamente per chiedere un forte cambiamento, presentandosi spontaneamente per firmare. Abbiamo accolto famiglie, anziani, giovani che hanno evidenziato enormi criticità vissute ogni giorno per una sanità regionale che in 10 anni è drammaticamente peggiorata con l’aumento delle liste di attesa, ospedali e servizi depotenziati, Pronto Soccorso in tilt per carenza di personale e mancanza di posti letto. Le azioni fatte da Giani per tamponare una situazione che denunciamo da anni, come la chiusura del Serristori e le conseguenze della migrazione sul pronto soccorso della Gruccia, viene superficialmente annunciata una collaborazione tra asl diverse, a testimoniare che la gestione inadeguata della sanità del Valdarno che segnaliamo da anni è vera”.

“A distanza di 10 anni, è vissuta sulla pelle dei toscani la decisione d’imperio della Regione nel 2015 che è voluta passare da dodici a tre mega asl, accentrando il potere , peggiorando i servizi rendendoli più distanti dai cittadini e con un buco di bilancio della sanità che è arrivato addirittura a 1 miliardo di euro, che Giani sta facendo ripagare ai toscani con il secondo anno di innalzamento dell’Irpef. Un sistema sanitario che va ripensato con il coinvolgimento diretto della popolazione, non come 10 anni fa quando le ben 55 mila firme per impedire la nascita delle mega asl furono cestinate dalla politica regionale”.

I promotori concludono: “Oggi torniamo ad impegnarci con l’obiettivo di rivedere l’organizzazione della sanità con il ritorno ad un sistema sanitario più vicino ai bisogni dei cittadini perché si torni a garantire il diritto alla sanità pubblica per tutti i toscani e la partecipazione straordinaria avuta in questi giorni dimostra che abbiamo nuovamente intrapreso la strada giusta ed invitiamo la Regione, questa volta, a non avere paura della democrazia”.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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