Castelfranco Piandiscò, l’opposizione di Sentire Comune: “Pagati oltre 5mila euro per il premio Ambasciatori Nazionali”

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Critiche del gruppo politico di opposizione Sentire Comune a Castelfranco Piandiscò per il riconoscimento ottenuto dall’Amministrazione sulla promozione del made in Italy e del territorio. Scrivono i consiglieri del gruppo di minoranza: “L’Amministrazione Comunale esulta per il premio ‘100 Ambasciatori Nazionali’ ricevuto in Campidoglio, vantandosi di essere l’unico comune toscano, insieme a Cortona, ad aver ottenuto questo riconoscimento. Ma quello che viene presentato come un trionfo esclusivo del Made in Italy, carte alla mano, appare come una semplice operazione commerciale pagata dai cittadini”.

“In Toscana ci sono 273 comuni. Solo 2 hanno pagato per questo premio. Ci sarà un motivo se gli altri 271 hanno preferito tenersi i soldi in cassa?”, chiede il gruppo Sentire Comune. “L’assenza di tutti gli altri territori toscani non dimostra la nostra ‘eccezionalità’, ma suggerisce che gli altri amministratori abbiano saggiamente deciso di non sprecare risorse pubbliche in targhe e comparsate su volumi a pagamento. Noi, invece, abbiamo pagato. Non parliamo per sentito dire, ma citando atti pubblici. La Determinazione n. 140 del 27/10/2025 parla chiaro. Per ottenere questo ‘titolo’, il Comune ha dovuto impegnare la somma complessiva di € 5.305,60. Nello specifico, i soldi dei cittadini sono stati spesi così: € 4.855,60 per l’inserimento di ‘2 pagine composte da immagini e testi dedicate al Comune’ nella pubblicazione dell’editore; € 450,00 per l’acquisto obbligatorio di ‘almeno 3 copie del volume Limited Edition’.”

Conclude la nota del gruppo di opposizione: “Mentre il Sindaco e la Giunta si godono la passerella romana e le foto di rito, il territorio resta a bocca asciutta. È moralmente accettabile spendere oltre 5.000 euro per due pagine su un libro e una stretta di mano? Con quegli stessi € 5.305,60 si sarebbe potuto realizzare un vero evento di promozione qui, a Castelfranco Piandiscò. Si potevano organizzare mercatini a costo zero per gli espositori, sostenere le botteghe locali o finanziare iniziative culturali concrete. Invece, si è scelto di ‘comprare’ un riconoscimento formale che appaga la vanità politica ma non porta un solo euro nelle tasche delle nostre imprese. I cittadini sappiano la verità: questo premio non l’abbiamo vinto per merito, l’abbiamo ottenuto staccando un assegno”.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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