14, Agosto, 2022

Capitozzature delle piante in zona stadio, Camiciottoli ribadisce: “L’assessore risponda nel merito”

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Dopo le dichiarazioni dell’assessore Posfortunato, che ha spiegato le ragioni che hanno portato l’Amministrazione comunale ad operare la capitozzatura su alcune delle piante di piazzale Allende, il consigliere di opposizione di Avanti Montevarchi, Fabio Camiciottoli, torna sull’argomento. “Nel ricordare i benefici che producono le piante in ambito urbano vorremmo evidenziare all’assessore che a conferma dell’importanza del verde urbano esiste un autorevole studio condotto dai ricercatori di Harvard nel quale si sostiene che l’inquinamento da particolato dovuto a polveri sottili facilita di 20 volte la maggior diffusione di coronavirus”.

“In ragione di ciò avremmo preferito che l’assessore, prima di affermare che vi era un esigenza superiore, avesse spiegato se e come, prima dell’avvio delle lavorazioni di capitozzatura, hanno tenuto conto del fatto che tali essenze erano state poste in loco come verde ornamentale con finalità estetiche, di mitigazione del clima di un parcheggio e come fissatori di polveri sottili, oltre che come polmone verde”, continua Camiciottoli. “Se a detta dell’assessore un taglio così radicale e fuori da qualsiasi buonsenso di tipo forestale ed ambientale è stato perseguito perché le piante creavano problemi per la videosorveglianza, non si comprende proprio quale sia la ratio dell’intervento dato che le essenze dovrebbero ricrescere”.

“Non vogliamo pensar male – conclude il consigliere di Avanti Montevarchi – ma ci auguriamo che la volontà dell’amministrazione non fosse stata quella di creare le condizione per eliminarle. Se a detta dell’assessore le piante creavano problemi per la videosorveglianza ci piacerebbe comprendere come sia stato redatto il progetto nel quale sono stati individuati i punti ove ubicare le telecamere perché non vorremmo pensare che non fossero stati eseguiti i giusti approfondimenti; inoltre sarebbe opportuno che l’assessore rendesse pubbliche le richieste dal comitato di sicurezza pubblica a cui fa riferimento. Ma oltre allo scempio botanico, che oramai sembra essere appurato da tutti, vi è l’aspetto di come è stato gestito il materiale di risulta delle 70 piante tagliate che riteniamo meritevole di approfondimento. Ci sentiamo in obbligo, proprio per la funzione che svolgiamo, di porre la questione dato che abbiamo notato importanti accumuli di materiale arboreo e vegetativo accatastato all’interno del cimitero del capoluogo vicino a degli indecifrabili sacchi bianchi”.

Glenda Venturini
Capo redattore

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