Il candidato sindaco del centrodestra a Figline e Incisa, Enrico Venturi, interviene sul tema delle infrastrutture e attacca il candidato Ermini e l’assessore regionale Boni per le dichiarazioni nell’incontro di ieri. “Le istituzioni appartengono a tutti i cittadini, non sono una proprietà privata del Partito Democratico. Sentir far passare il messaggio dall’Assessore Regionale Boni che con David Ermini sarà ‘più semplice’ realizzare le infrastrutture è gravissimo: l’Assessore non può parlare “come Regione Toscana” in evento elettorale dimenticando che il suo dovere è garantire opere al territorio a prescindere dal colore politico di chi governa”.
“La tanto sbandierata ‘filiera politica’ peraltro è stato il vero fallimento del Valdarno: per dieci anni – continua Ernico Venturi – il PD ha governato Comune, Regione e Stato, eppure del secondo ponte e della variante in riva destra dell’Arno non c’è traccia. Se la vicinanza politica fosse la soluzione, oggi i cantieri sarebbero chiusi. Dov’era allora David Ermini mentre ricopriva il ruolo di deputato? Quali risultati ha portato per Figline e Incisa? È paradossale che oggi si presenti come il risolutore di problemi che lui e il suo partito hanno contribuito a non risolvere in un decennio di immobilismo”.
“La verità è che le opere si sbloccheranno soltanto se si interrompe finalmente questa filiera di partito. Solo un’amministrazione libera da sudditanze verso Firenze o Roma potrà pretendere con autorevolezza ciò che spetta ai nostri cittadini. Non accettiamo più che esponenti del PD parlino di infrastrutture come se fossero passati di lì per caso: le hanno gestite loro, fallendo su tutta la linea. Il tempo è adesso? No, il tempo è scaduto!”, continua il candidato del centrodestra. “Per uscire da questo stato di immobilismo e garantire trasparenza, proponiamo la nascita di un Osservatorio del Valdarno sulle opere strategiche del territorio. Un organismo tecnico e di controllo, aperto alle categorie economiche e ai rappresentanti dei cittadini, che monitori costantemente lo stato di avanzamento dei cantieri, i flussi di finanziamento e il rispetto dei cronoprogrammi. Il candidato del PD propone la realizzazione del secondo ponte come la propongo io, la differenza è la credibilità politica di un partito che poteva farlo e non ha risolto nulla”.

