03, Dicembre, 2022

Sei Toscana: via libera al bilancio, oltre 4 milioni di perdite nel 2017. I sindaci di Ato: “Torni governance pubblica”

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Lo scorso 11 luglio l’assemblea dei soci di Sei Toscana ha approvato il bilancio 2017 e ratificato la nomina di Leonardo Masi a presidente. Ma le perdite sono consistenti, oltre 4 milioni di euro. Il 13 luglio l’Assemblea dei Sindaci di Ato Sud ha approvato due documenti, chiedendo il ritorno alla governance pubblica ma anche esprimendo contrarietà ad ogni provvedimento della Regione che pregiudichi il ruolo dei Comuni nella programmazione dei flussi

Resta una questione ancora aperta, quella di Sei Toscana. Da un lato c'è un bilancio chiuso in rosso, nel 2017; dall'altro la spinta dei comuni, all'interno di Ato, perché la governance e la maggioranza, all'interno della società che gestisce i rifiuti nelle province di Arezzo Grosseto e Siena, tornino pubbliche. Nell'ultima settimana ci sono stati due passaggi significativi, in questa complessa fase. 

Mercoledì 11 luglio l’Assemblea dei Soci di Sei Toscana ha ratificato all’unanimità la nomina di Leonardo Masi a Presidente della società, nomina già effettuata dal Consiglio di Amministrazione dopo le dimissioni di Paolini. L’Assemblea ha poi approvato il bilancio dell’esercizio 2017 che registra un valore totale della produzione di circa 170 milioni di euro (168.948.407 €), con una perdita di oltre 4 milioni di euro (4.245.414 €), pari a circa il 2,5% del fatturato. Dal punto di vista industriale, nel corso del 2017 Sei Toscana ha gestito oltre 534mila tonnellate di rifiuti urbani e assimilati, in un bacino di 900mila abitanti: la produzione pro-capite media è stata di 593 kgab. Nel 2017 Sei Toscana ha effettuato investimenti per un valore di poco superiore ai 2,5 milioni di euro. A livello di forza-lavoro, la società conta al 31 dicembre 2017 su 982 dipendenti.

“Ringrazio i Soci, che all’unanimità hanno ritenuto di confermare la fiducia nel sottoscritto, già espressa dal CdA – ha commentato Masi – assumo la pienezza delle funzioni con grande senso di responsabilità. Alla luce dei risultati del bilancio 2017, ho intenzione di individuare assieme al management le misure correttive da adottare subito, anche di razionalizzazione della struttura e dei costi di funzionamento. Ritengo positivo che i Soci abbiano invitato l’organo amministrativo a coltivare, approfondendone i contenuti, il tavolo di conciliazione con Ato Toscana Sud, al fine di superare le questioni aperte, compresi i contenziosi, con l’Autorità e quindi con i Comuni che essa rappresenta”.

L’assemblea di bilancio è stata anche l’occasione per illustrare ai Soci la chiusura della prima tranche di aumento di capitale e procedere al richiamo della seconda tranche, da 18 milioni, entro la fine di settembre. Ed è in questa seconda ricapitalizzazione che si potrà recuperare la maggioranza pubblica in Sei Toscana. “Nonostante le difficoltà che caratterizzano questo bilancio – ha detto l'AD Marco Mairaghi – nel budget triennale che la società sta preparando è previsto il ritorno al pareggio di bilancio già a partire dal 2019. Il secondo aumento di capitale sarà la vera occasione per rideterminare ruoli, rappresentanze e governance all’interno della società. Tutti auspichiamo che Sei Toscana torni ad essere a maggioranza pubblica”.

Lo auspicano soprattutto i sindaci dei comuni di Ato Toscana Sud, che venerdì 13 luglio si sono riuniti nell’Assemblea presieduta dal Sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli. L’Assemblea ha approvato all’unanimità due importanti atti di indirizzo. Con il primo i sindaci, preoccupati per le recenti vicende societarie di SEI Toscana, per le consistenti perdite del bilancio e per i rapporti conflittuali tra i soci privati, hanno espresso l’esigenza di ripristinare la governance pubblica del Gestore Unico con il subentro di importanti operatori espressione dei Comuni del territorio. Non solo: l’Assemblea ha dato mandato ai Presidenti di chiedere ad ANAC ed al Prefetto di proseguire con il mandato dei Commissari prefettizi, in scadenza al 31 luglio.

Non si rescinderà il contratto con Sei, puntualizza comunque l'Assemblea: "In questo contesto è stato condiviso di mantenere la continuità della Concessione con SEI Toscana, per poter affrontare le sue criticità nell’interesse dei Comuni e dei cittadini, a cominciare dall’urgente approvazione del Regolamento del controllo, e al fine di prevenire rischi di penali contrattuali e di interruzione della imprescindibile continuità del servizio, salvo il subentrare di provvedimenti dell’autorità giudiziaria che accertassero la responsabilità amministrativa della Società".

Nel secondo Atto di indirizzo i Sindaci di Ato Sud esprimono invece "contrarietà ad ogni provvedimento della Regione Toscana che pregiudichi il ruolo dei Comuni, e delle Autorità d’Ambito che li rappresentano, nella programmazione quantitativa e finanziaria dei flussi da trattare negli impianti ubicati nel proprio territorio, accentrando nella Giunta Regionale le competenze in materia di destinazione ad altri ambiti regionali dei flussi prodotti da un ambito ampiamente non autosufficiente nello smaltimento dei rifiuti, come ATO Centro". Un altro tasto delicato, questo: la Regione spinge infatti verso un provvedimento normativo che le consenta di stabilire come intervenire quando uno dei tre Ato della Toscana non sia 'autosufficiente' e quindi non riesca a smaltire al suo interno tutti i rifiuti prodotti (e oggi il problema riguarda Ato Centro, di cui fa parte il Valdarno fiorentino). 

"Le decisioni sui flussi di rifiuti provenienti da ATO Centro da trattare negli impianti del territorio di ATO Sud, e sulle relative tariffe che poi incidono sulla Tari dei cittadini, devono restare nella competenze dei Comuni mediante lo strumento delle Convenzioni interambito approvate dalle Assemblee dei Sindaci, di cui l’ATO Sud ha sempre rispettato gli impegni accogliendo le richieste di ATO Centro e della Giunta Regionale", dicono i sindaci delle province di Arezzo, Grosseto e Siena. È stato pertanto dato mandato ai Presidenti di esprimere formalmente al Consiglio Regionale l’aperto dissenso dei Sindaci dell’Ambito Toscana SUD sulla proposta di legge N. 284/2018 della Giunta regionale, che vorrebbe avocare a sé le decisioni in materia di dei flussi interambito e delle relative tariffe. 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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