19, Agosto, 2022

Secondo ponte, c’è il progetto preliminare ma l’opera rischia di rimanere solo sulla carta

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Il progetto preliminare è stato approvato nei mesi scorsi dalla Provincia, negli ultimi giorni Palazzo Medici Riccardi ha pagato i premi ai vincitori del concorso di idee per la progettazione, ma il secondo ponte di Figline rischia di rimanere definitivamente impantanato con il passaggio alla città metropolitana.

L'ultimo appello per il secondo ponte lo ha lanciato pochi giorni fa Maurizio Da Re, portavoce del Comitato Pendolari Valdarno Direttissima: "Che invidia il nuovo ponte "Leonardo", inaugurato nel Valdarno aretino e realizzato in soli 5 anni. Invece nel Valdarno fiorentino sono decenni che si parla del secondo ponte di Figline, tante promesse e tanti annunci, ma finora non se ne è fatto di niente”.

E adesso il progetto è forse definitivamente finito su un binario morto. La Provincia è in via di chiusura e non ha soldi nemmeno per completare la progettazione, la Regione ancora non è stata interpellata per un possibile finanziamento (parole di qualche mese fa dell'assessore Ceccarelli) e così il Valdarno rischia di rimanere solo con un bel progetto sulla carta, ma irrealizzabile.

Nei giorni scorsi la Provincia di Firenze ha dato il via libera per pagare il premio al vincitore del concorso di idee. 32mila euro al raggruppamento temporaneo di professionisti primi classificati per la progettazione. 

Il gruppo a dicembre 2013 ha presentato il progetto preliminare, a marzo si è riunita la Conferenza preliminare dei servizi "la quale – si legge nella determina della Provincia – ha avuto esito favorevole, salvo prescrizioni ed integrazioni di cui si terrà conto in sede di progettazione definitiva".

Ma l'iter da quel momento in poi si è bloccato ed il silenzio regna sovrano, soprattutto da parte delle istituzioni e di coloro che fino a due anni fa promettevano la realizzazione dell'opera. Mancano infatti i finanziamenti per procedere e, vista l'ormai imminente chiusura della Provincia di Firenze, tutto sarà demandato alla Città Metropolitana. Con il serio rischio di dover ricominciare la discussione dall'inizio o di far cadere il secondo ponte definitivamente nel dimenticatoio.
 

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