Dopo il bimbo di 4 anni e la mamma arrivati a novembre, la comunità di Sant’Agata in Arfoli a Reggello si allarga accogliendo un’altra famiglia di Gaza composta dai genitori e 4 bambini piccoli di cui una di 3 mesi. Al momento sono 14 in tutto le persone ospitate dalla parrocchia guidata da don Roberto Brandi nel progetto di accoglienza della Fondazione Giovanni Paolo II su richiesta della Prefettura di Firenze.
La famiglia, composta da 6 persone, proviene da Gaza grazie a un passaporto sanitario ottenuto proprio per le condizioni critiche della bimba più piccola, nata prematura dopo neanche 7 mesi di gestazione. In una terra dilaniata dalla guerra, dove non c’è più neanche l’assistenza sanitaria minima, la sua sopravvivenza era appesa a un filo. Grazie al corridoio sanitario aperto dalla cooperazione internazionale per i casi più gravi, la piccola con i genitori e i fratellini di 5, 4 e 2 anni è riuscita a imbarcarsi con l’equipe medica su un volo aereo e ad arrivare in Italia. Presa in cura dal Meyer, è salva. Lei e la sua famiglia hanno ora però bisogno di una casa dove poter ricominciare a costruire il proprio futuro. L’hanno trovata nella canonica della chiesa di Sant’Agata in Arfoli.
Da due mesi ormai la piccola, ma grandissima comunità della frazione di Reggello, si è aperta all’accoglienza. Guidati da don Roberto, i parrocchiani si stanno adoperando per accogliere ben tre famiglie, sotto il coordinamento della Fondazione Giovanni Paolo II. Un’accoglienza fatta di sorrisi e integrazione, ma anche di sforzi per insegnare loro i fondamenti della lingua, per offrire un frigorifero pieno, per curarli negli aspetti materiali, sociali, comunitari e garantire ai più piccoli il diritto a studiare, a giocare, a crescere. Li stanno facendo sentire parte integrante della loro famiglia.
Alaa e Wesam vivono qui da inizio ottobre insieme ai loro 4 figli, di cui tre minorenni. La seconda, Nour, ha bisogno di cure continue che a Gaza non poteva più ricevere. I ragazzi stanno già frequentando le scuole medie e superiori del territorio; la figlia grande si sta iscrivendo all’Università. Papà e mamma stanno imparando l’italiano per poter trovare lavoro. Da metà novembre sono arrivati anche mamma Islam e il piccolo Qasem di 5 anni; il piccolo è in Italia per cure vitali.
L’arrivo dei genitori e dei 4 bambini è stato festeggiato come un grande dono. Sono stati accolti da Christine e Alena, operatrici della Fondazione Giovanni Paolo II insieme al sindaco di Reggello Piero Giunti e dall’assessore comunale all’integrazione Adele Bartolini che hanno portato loro il benvenuto da parte della città. L’ospitalità e gestione delle tre famiglie rientra in un progetto più ampio della Fondazione Giovanni Paolo II: impegnata in vari luoghi (tra cui la Terra Santa) con progetti di cooperazione internazionale, in Italia si occupa di accoglienza di profughi e richiedenti asilo e sta lavorando per poter offrire un rifugio e un futuro per altre famiglie provenienti da Gaza. Proprio a questo scopo il CdA presieduto da Damiano Bettoni ha destinato quanto ricevuto attraverso il 5xmille.
“Accogliere questa famiglia significa affermare, ancora una volta, i valori più profondi della nostra comunità – dice il sindaco di Reggello Piero Giunti -. La parrocchia di Sant’Agata, con don Roberto e i volontari, sta dando un esempio straordinario di solidarietà concreta, fatta di attenzione quotidiana e di vicinanza autentica. Grazie alla Fondazione Giovanni Paolo II e alla Prefettura per il lavoro prezioso che rende possibile questo percorso”.
Le famiglie arrivate a Sant’Agata in precedenza, conferma Giunti, si trovano bene: “I ragazzi frequentano le scuole del territorio, stanno imparando l’italiano e si stanno integrando con grande impegno. Ringrazio anche gli insegnanti che li hanno accolto con sensibilità e dedizione. Un grazie anche all’assessora alle politiche integrative Adele Bartolini, che segue passo passo, insieme a me, ogni aspetto di questo progetto”.
Alla nuova famiglia “dico semplicemente: benvenuti. Reggello vi apre le braccia e sarà al vostro fianco nel ricostruire serenità e futuro”.
