Reggello: partono i lavori per il nuovo depuratore di Torricella. Investimento di Publiacqua da 21 milioni di euro, servirà frazioni di tre comuni

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Un nuovo impianto di trattamento delle acque reflue nascerà nel territorio di Reggello e raccoglierà gli scarichi, che oggi avvengono all’aperto, di una serie di frazioni dei tre comuni del Valdarno fiorentino. Si tratta del nuovo depuratore della località Torricella, il cui cantiere è stato affidato la scorsa estate: in queste settimane sono in corso le attività propedeutiche all’avvio dei lavori veri e propri di costruzione. La zona di costruzione dell’impianto è quella che si trova nelle adiacenze dell’Arno, sulla riva destra, prima della rotatoria sulla Sr69 che porta all’abitato di Leccio o a Pian dell’Isola, provenendo dai Ciliegi.

Un investimento da parte di Publiacqua di oltre 21 milioni di euro nel complesso, che si articola su più fronti, con l’obiettivo di tutelare l’ambiente eliminando gli scarichi all’aperto e portando su standard europei il sistema di collettamento e di depurazione del Valdarno. I lavori avranno una durata complessiva prevista in due anni e mezzo. Il progetto è stato presentato questa mattina dal sindaco di Reggello Piero Giunti, insieme al presidente di Publiacqua Nicola Perini, e tecnici e progettisti che stanno curando gli interventi.

Il nuovo Impianto di depurazione di Torricella permetterà di collegare al servizio di depurazione gli agglomerati Leccio (Reggello) e Palazzolo (Figline e Incisa), entrambi inclusi in uno specifico di programma di attuazione della normativa regionale in materia di acque reflue; ma permetterà poi anche la centralizzazione del trattamento dei reflui che arrivano dagli altri abitati dell’area, come le frazioni di San Clemente (Reggello), Burchio (Figline e Incisa) e successivamente anche Rignano sull’Arno capoluogo e Pian dell’Isola, visto che una volta completato il nuovo impianto (quindi dopo il 2028) sarà dismesso quello di Rignano, situato in area a rischio alluvionale.

L’impianto di Torricella avrà infatti una potenzialità di trattamento di 7.000 abitanti equivalenti, e sarà costruito tenendo conto dei vincoli idrogeologici, paesaggistici e ferroviari attivi in zona. Tecnicamente, sarà un impianto biologico a fanghi attivi e areazione prolungata, costruito per ridurre al minimo l’impatto acustico dei macchinari (le soffianti a servizio della vasca di ossidazione) e anche per limitare tutte le emissioni odorigene (il processo depurativo non prevede infatti la liberazione di sostanze volatili in quantità tali da poter generare problemi, mentre i fanghi disidratati saranno stoccati in un apposito box di contenimento). Nella costruzione dell’impianto si realizzeranno anche interventi di messa in sicurezza relativamente al pericolo idraulico.

Il costo complessivo del solo impianto è di 13,5 milioni. Ma ci sono altri due interventi connessi, che portano il conto totale intorno ai 21 milioni di euro. 

Il primo è il collettamento dei reflui e il rinnovo della rete idrica di Leccio: dalla seconda settimana di novembre sono in corso, nei pressi del fosso di Leccio, i lavori per il nuovo sistema fognario della frazione. Il sistema partirà da un impianto di sollevamento a Leccio e correrà principalmente sulla SR 69, in direzione sud, verso l’impianto in corso di realizzazione in località Torricella. Un totale di oltre 2000 metri di nuova fognatura, con 7 sollevamenti e 6 scolmatori. Il costo totale di questa opera è di 3,5 milioni.

Il secondo è il collettamento dei reflui di Palazzolo: per questo la procedura è in corso di affidamento e l’inizio dei lavori è previsto per marzo. L’intervento, incluso più di recente nell’Accordo regionale, prevede il collettamento dei reflui dell’abitato fino all’impianto in costruzione a Torricella attraverso un nuovo collettore di circa 4 km. L’intervento consentirà di portare a depurazione i reflui delle abitazioni di Palazzolo e collegare al nuovo impianto anche l’abitato di Burchio, il cui l’impianto di trattamento attuale sarà invece convertito in una stazione di sollevamento. Il costo complessivo di questa opera è di 4,3 milioni.

Infine, ma solo una volta conclusi questi primi lavori, si procederà anche al collettamento dei reflui dell’agglomerato di Rignano sull’Arno e Pian dell’Isola presso il nuovo impianto e alla dismissione dell’attuale depuratore di Rignano; in questo caso siamo ancora alla progettazione definitiva, il costo è stimato in circa 5 milioni di euro.

“L’avvio dei lavori per il nuovo depuratore di Reggello è un risultato molto importante per i nostri cittadini e per la cura del territorio – ha detto il sindaco Piero Giunti – parliamo di oltre 21 milioni di euro di investimenti che permettono di migliorare in modo strutturale il sistema fognario e di depurazione, riducendo l’impatto ambientale e mettendo in sicurezza aree e corsi d’acqua. È un percorso di lungo periodo che continua a produrre risultati tangibili per Reggello e per l’intero Valdarno. Un ringraziamento va a Publiacqua per l’attenzione al territorio reggellese e per il lavoro portato avanti in sinergia con i Comuni”.

 

“Il nuovo impianto – ha sottolineato il Presidente di Publiacqua, Nicola Perini – sarà un nuovo e importante elemento della tutela dell’ambiente di questo territorio perché, dopo l’uscita di Reggello dalla procedura d’infrazione per le acque reflue, ora la depurazione sarà estesa a nuovi agglomerati e migliorata. È un passaggio importante che risponde non solo alle normative, ma anche alla sensibilità ambientale che oggi è viva nella nostra società, tra i cittadini e nelle amministrazioni pubbliche. Non è più accettabile sversare le acque reflue direttamente nell’ambiente, e questo per noi è un obbligo morale e civile. Questi investimenti sono possibili, va ricordato, grazie ai cittadini dei 46 comuni in cui operiamo, che hanno dato un contributo ambientale straordinario pagandolo attraverso la tariffa del servizio idrico”.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore
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