In vista del Referendum sulla giustizia che si terrà il 22 e 23 marzo un gruppo di 33 avvocati del Valdarno annunciano la propria adesione alle ragioni del “Si” e ne spiegano le motivazioni.
“Siamo convinti che questa riforma segni un passaggio necessario per portare finalmente a compimento un percorso che, in un processo di parti come quello di stampo accusatorio nato nel 1989 al posto del codice inquisitorio Rocco, debba vedere il Giudice non condividere carriera ed organo di governo (il CSM) con una delle due parti in causa (il PM). Siamo quindi favorevoli allo “sdoppiamento” del CSM e siamo altresì convinti che, dopo i ben sette tentativi di riforma del sistema elettorale del CSM che si sono succeduti nel tempo con lo scopo di far diminuire il “peso” delle correnti, il sorteggio sia il metodo di selezione più efficace per restituire al CSM il suo ruolo di organo di alta amministrazione (e non di rappresentanza) così come voluto dai Costituenti. Riteniamo inoltre che sia del pari utile separare dal CSM la funzione disciplinare demandandola ad un diverso organo giurisdizionale (l’Alta Corte), nel rispetto di un principio opportuno che vuole la separazione tra compiti amministrativi e giudiziari”.
Gli avvocati continuano e precisano: “Teniamo a sottolineare come l’auspicata approvazione di questa riforma non ci porterà alcun vantaggio né personale né di categoria e così come siamo consapevoli che il buon funzionamento della macchina della giustizia necessiti di maggiori investimenti di personale e risorse economiche, crediamo nondimeno che rafforzare la diversità di funzioni fra magistratura inquirente e giudicante anche dal punto di vista ordinamentale e operare affinché sia finalmente reciso il legame tra correntismo e magistratura, siano cose importanti per crescere in civiltà giuridica delineare con più nettezza i ruoli dei protagonisti del processo nello spirito dell’art. 111 Cost., rafforzare il ruolo del Giudice e la fiducia dei cittadini nell’amministrazione della giustizia”.
“Come avvocati siamo assolutamente rispettosi della Carta Costituzionale, riteniamo immodificabili i suoi principi fondamentali ma nel contempo non riteniamo un sacrilegio rivederne alcune parti con la procedura del 138 Cost. che venne non a caso prevista proprio dai Padri Costituenti e che in passato è stata utilizzata numerose volte, quando ad esempio si è espunto ogni riferimento alla pena di morte dall’art. 27, o, da ultimo quando con l’art. 111 si è inserito il principio del giusto processo e della sua ragionevole durata. Non riteniamo affatto la riforma punitiva nei confronti dei magistrati, ai quali ci lega e ci legherà un sentimento di rispetto, stima e apprezzamento e ancorché non siano condivisibili certi eccessi da parte degli attuali dirigenti dell’associazione che li rappresenta, comprendiamo come da parte di molti di loro vi possa essere una certa ritrosia nell’accettare un possibile cambiamento di un assetto ordinamentale che è unico dal 1941. Crediamo infine nel valore imprescindibile dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura come sancita solennemente dall’art. 104 della Costituzione e ci preme rassicurare i magistrati, che, sebbene il testo di questa riforma non consenta di ritenerlo uno scenario possibile, qualora dovesse mai essere in futuro messa in pericolo, saremo i primi a schierarci per difenderla. Con questo spirito, il 22 e 23 marzo invitiamo gli elettori a votare Sì”.
Aderiscono in ordine alfabetico:
Claudio Arena, Cristina Bartolini, Daniela Bellacci, Antonio Bernini, Laura Bernini, Cristina Bucciarelli, Andrea Burzagli, Chiara Conti, Lucio Curzi, Daniela Denarosi, Laura Donati, Laura Ermini, Michele Favilli, Angela Rita Fiorello, Andrea Frosali, Maria Cristina Frosali, Stefano Giuliani, Debora Guarnieri, Roberta Migliorini, Francesca Morandini, Rinaldo Neri, Ugo Notaro, Leonardo Paterniti, Stella Scarnicci, Raffaella Signorini, Laura Tani, Linella Tedeschi, Elisa Torricelli, David Torzini, Felice Torzini, Vania Torzini, Barbara Ulivieri, Laura Zaini

