03, Ottobre, 2022

Primo giorno dopo il nuovo Decreto. Rossi: “Preoccupati per l’economia”. I sindacati metalmeccanici: “Chiudere subito”

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Da oggi in vigore il DPCM che chiude una buona parte delle attività produttive. Ma in Toscana si levano voci diverse. Il governatore Rossi scrive a Boccia: “Adottiamo accorgimenti contro effetti controproducenti”. I sindacati Fim Fiom e Uilm: “Fermare subito la produzione in attesa di chiarezza”

È ufficialmente in vigore il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, firmato ieri 22 marzo, con cui vengono chiuse le attività produttive e industriali ritenute non strategiche in questa fase di emergenza da Coronavirus. Restano aperte soltanto le attività legate ai servizi essenziali, e più nello specifico quelle elencate nell'allegato al Decreto, consultabile a questo link. 

Ma mentre diminuiscono dunque i cittadini che si devono recare al lavoro, in Toscana si alzano voci diverse sul provvedimento e sui possibili effetti.

Il Governatore della Regione, Enrico Rossi,  ha scritto al ministro per gli affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia. "La Toscana comprende e si allinea alle nuove decisioni restrittive del governo a tutela della salute pubblica ma suggerisce alcune modalità attuative per evitare effetti controproducenti o imprevedibili sull’economia, l’ambiente e la produzione di energia". Tramite la sua lettera Rossi chiede di adottare alcuni accorgimenti:

– preservare le attività funzionali a quelle essenziali, chiedendo l’autocertificazione alle imprese;
– consentire il completamento dei cicli produttivi avviati per non perdere e buttare via semilavorati e prodotti non finiti che andranno consegnati;
– garantire le filiere attivate per la produzione di dispositivi di protezione individuale “Made in Tuscany” sempre mediante autocertificazione.

"Non chiedo pertanto di allentare le ulteriori misure annunciate – specifica il presidente Rossi – quanto di adottare alcuni accorgimenti per renderle attuabili e gestibili evitando cortocircuiti che potrebbero determinare situazioni paradossali. La Toscana è tra le regioni che ha saputo attivare una produzione locale di mascherine chirurgiche, camici, tute, visiere, disinfettanti ed in prospettiva lavoriamo anche per una filiera produttiva di ventilatori polmonari per terapie intensive, viste le difficoltà di fornitura dall’estero. Tuttavia, se non si adotta la possibilità di autercitificare tali filiere produttive, che concorrono a svilluppare o mettere a disposizione beni e servizi per uso sanitario in condizioni di emergenza, rischiamo che i confezionatori di mascherine chirurgiche smettano di lavorare lasciando scoperti i bisogni di protezione degli operatori sanitari o di altri servizi, determinandosi quindi un danno per la salute anziché il beneficio ricercato". 

I sindacati confederali dei metalmeccanici, Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil della Toscana, hanno invece diramato ieri in tarda serata una nota in cui chiedono due giorni di chiusura in attesa di chiarimenti sul Decreto: "A seguito delle comunicazioni del Presidente del Consiglio Conte e del Decreto Legge, in attesa delle necessatie precisazioni attuative dello stesso, riteniamo che le aziende debbano agire per mettere in sicurezza gli impianti e prepararsi per il fermo produttivo. In attesa dei necessari chiarimenti e di capire cosa dovrà essere fermato e cosa eventualmente dovrà proseguire nell'attività, riteniamo non esserci le condizioni minime tra le lavoratorivi e lavoratori di serenità e tranquillità tali per tornare al lavoro". 

"Per queste ragioni Fim, Fiom, Uilm della Toscana sono a sollecitare tutte le imprese e le loro associazioni di rappresentanza a optare per una fermata generale di lunedì 23 e martedì 24 marzo utilizzando la cig Covid-19. Sono fatte salve le attività necessarie per mettere in sicurezza gli impianti ed altre eventuali inderogabili e documentabili attività. Nelle aziende nelle quali non si riscontrerà tale disponibilità si agirà con lo sciopero confermato a livello nazionale da Fim Fiom e Uilm. Qualora dovessero pervenire divere indicazioni o iniziative proclamate a livello nazionale di categoria o confederale di atteremo a tali disposizioni". 

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