08, Agosto, 2022

Paolo Mantovani il nuovo presidente di Federmoda-Confcommercio Toscana

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Mantovani, imprenditore sangiovannese della moda, riceve il testimone da Federica Grassini e guider per i prossimi 5 anni lassociazione, che d voce e tutela sindacale ai commercianti di abbigliamento, calzature e tessili. Sono 6.350 le imprese del settore in Toscana

È il sangiovannese Paolo Mantovani il nuovo presidente di Federmoda-Confcommercio Toscana, l’associazione di categoria che rappresenta i commercianti di abbigliamento, calzature e tessili. 58 anni, sposato e padre di tre figli, Mantovani è membro della Camera Italiana dei Buyer della moda ed è titolare di alcuni punti vendita di abbigliamento, accessori e calzature di alta gamma non solo a San Giovanni, ma anche a Greve in Chianti, Siena e Castiglione della Pescaia.

Alla guida di Federmoda Confcommercio Toscana, Mantovani succede a Federica Grassini, che ha retto le fila dell’associazione dal 2012. L’imprenditore valdarnese non è nuovo agli incarichi sindacali. Già vicepresidente di Federmoda Toscana, nonché presidente provinciale di Federmoda Arezzo, è attivo da molti anni nel consiglio direttivo provinciale della Confcommercio aretina e attualmente ricopre anche la carica di presidente della delegazione di San Giovanni Valdarno. 

“Sono consapevole delle tante sfide che mi attendono, perché l’intera filiera della moda sta vivendo uno dei suoi momenti peggiori – commenta Mantovani – è una crisi che si prepara da anni e non è effetto della pandemia, anche se di certo la situazione è precipitata dallo scorso anno. Il Covid ha accelerato un processo già in atto, portando allo scoperto i tanti punti deboli di un sistema fragile”. In Toscana il commercio della moda conta un totale di 6.350 imprese attive, al primo trimestre 2021. “Dal 2019 ad oggi ne mancano all’appello ben 1.445 e un altro migliaio è nel limbo delle imprese registrate ma non attive, spesso in vita per il tempo necessario a saldare i debiti e sbrigare le pratiche burocratiche. La responsabilità, ripeto, non è del Covid, ma di complessi cambiamenti nel sistema distributivo e nelle abitudini di consumo, legate in gran parte al web”.

“Negli ultimi anni – aggiunge Mantovani – siamo andati avanti a colpi di circa 700 imprese cessate ogni 31 dicembre. Le nuove nate non sono mai bastate a colmare le perdite e la pandemia ha fiaccato ancora di più la voglia di fare impresa. Il settore moda, però, ha molti punti di forza dai quali ripartire, a patto di saper cogliere le tante opportunità offerte da questa accelerazione del processo evolutivo del commercio. Dobbiamo, per esempio, attualizzare l’immagine dei nostri punti vendita e garantire ai clienti servizi fatti su misura, per trasformare la vendita in una esperienza di vita sempre più gratificante e coinvolgente. Questo ci distingue nettamente dall’offerta dell’e-commerce”. 

Tra i punti considerati più urgenti, poi, la necessità di ridefinire saldi e promozioni. “Abbiamo chiesto alla Regione Toscana, nello specifico all’assessore Marras, di autorizzare la vendita estiva di fine stagione già dal 3 luglio per un periodo di 60 giorni, come sembrano orientate a fare le altre Regioni. Abbiamo chiesto poi che venga riconfermato il divieto di fare vendite promozionali nei trenta giorni precedenti ai saldi, così come già stabilito dal Nuovo Codice del Commercio. Ma è inutile negare che, con la digitalizzazione sempre più marcata del mercato, sono saltati i confini: si mettono regole e paletti ai negozi fisici quando quelli on line possono fare quello che vogliono. È l’ora di trovare una soluzione al problema. I saldi erano nati come strumenti utili a svuotare il magazzino e far spazio alle nuove collezioni, oggi servono a smuovere il mercato e restituire un po’ di liquidità a negozi stremati dalle chiusure imposte dai decreti antiCovid e dal calo drastico dei consumi. Ma vendere solo a prezzi scontati è una rimessa, i margini di guadagno sono irrisori”.  

L’integrazione tra commercio ‘off’ e ‘online’ è l’altra priorità da affrontare. “Si deve trovare un dialogo tra questi due mondi, che sono integrabili. Stiamo facendo un grande lavoro per sensibilizzare tutti gli esercenti a formarsi e sviluppare nuove forme di dialogo e vendita, parallele al negozio fisico tradizionale. Uso dei social network, potenziamento del sito web, chatbox su Telegram o Whatsapp : anche per chi non può investire in un sito ecommerce ci sono molte opportunità di farsi notare da potenziali clienti. A volte bastano tempo e creatività”, dice Mantovani.  
 

Glenda Venturini
Capo redattore

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