È scontro a Montevarchi sul tema della vendita della rete del gas metano. A sollevare dure critiche sono stati Cristina Rossi, capogruppo di Impegno Comune, e Fabio Camiciottoli, capogruppo di Avanti Montevarchi – Europa Verde. “No alla vendita. No a fare cassa. No a privarsi di un bene pubblico strategico. No alla vendita senza un reale e serio confronto pubblico che avalla una scelta i cui effetti si ripercuoteranno sulle generazioni future Ecco il vero volto di questa della maggioranza targata Chiassai, che alla prima occasione invece di pensare a processi che vanno oltre l’oggi e la sua legislatura promuove la vendita della Rete del gas metano per fare cassa. Infatti nel prossimo Consiglio comunale del 26 marzo portata in discussione la delibera che prevede la vendita della rete di distribuzione del gas di proprietà comunale”.
“In un momento in cui – continuano Rossi e Camiciottoli – il mantenimento della proprietà pubblica delle reti rappresenta uno strumento essenziale per favorire la concorrenza e tutela degli utenti riteniamo, proprio perché si tratta di una scelta molto importante e delicata per il futuro della nostra città, che possa essere affrontata come una semplice operazione tecnica o contabile oppure ordinaria come la Giunta pretenderebbe. La rete di distribuzione del gas è un’infrastruttura strategica costruita nel tempo anche grazie a risorse pubbliche e alle opere di urbanizzazione legate allo sviluppo del territorio. Si tratta di un patrimonio della comunità che garantisce un servizio essenziale per cittadini e imprese. Vendere la rete significa rinunciare definitivamente alla proprietà di un’infrastruttura pubblica fondamentale e perdere uno strumento importante di indirizzo e controllo su un servizio che riguarda tutta la città non solo per l’oggi ma anche per le generazioni future. Una decisione di questa portata, inoltre, sarebbe irreversibile e produrrebbe effetti permanenti sul patrimonio pubblico”.
“Mantenere la proprietà pubblica della rete – ribadiscono i due consiglieri di opposizione – significa conservare un patrimonio della città e avere più forza nel tutelare gli interessi della comunità e in particolar modo per le generazioni future nei confronti del gestore. Confidiamo nelle forze di maggioranza a riflettere e a rivedere la scelta che oggi appare solo esclusivamente come il tentativo di far cassa. Una decisione così importante merita prima di tutto un confronto aperto e trasparente con la cittadinanza. Il patrimonio pubblico appartiene alla comunità e scelte di questa portata dovrebbero essere condivise e discusse con i cittadini. Dato che le decisioni sul patrimonio pubblico e sui servizi essenziali riguardano l’intera comunità e crediamo sia giusto che la città debba esprimersi su una scelta così importante per il proprio futuro. Pertanto invitiamo fin da oggi i cittadini a riflettere su quanto sta attuando la Giunta Chiassai e la silente maggioranza. Da parte nostra confidiamo nei gruppi di maggioranza in caso contrario si avvierà forme di lotta perché per la nostra idea d’interesse pubblico non possiamo accettare scelte del genere”.
Parole alle quali è arrivata la replica del sindaco, Silvia Chiassai Martini: “Mi stupisce che i consiglieri di opposizione solo oggi, che siamo arrivati alla ratifica della delibera di giunta n. 87 del 9 aprile 2024, dove si esprimeva chiaramente la volontà di alienare la rete del gas in sede di gara d’ambito, si svegliano a distanza di due anni mentre si sono completamente disinteressati della gara d’ambito per la gestione della distribuzione gas naturale in ballo da prima del 2016. Capisco il ruolo dell’opposizione, ma trattare con argomentazioni prive di fondamento e di senso una tematica come quella della rete del gas vuol dire non avere assolutamente consapevolezza di ciò che si sta dicendo, oppure è semplicemente uno di quei tentativi di basso profilo al fine di criticare la giunta tentando di ingannare i cittadini”.
Spiega Chiassai: “Il servizio di distribuzione del gas naturale, svolto da decenni da un gestore esterno ed ora oggetto di gara in ambito aretino per la concessione a un nuovo gestore, non dipende assolutamente, né per qualità, né per costo del servizio, dalla proprietà o meno della rete da parte del Comune. Infatti, il costo è stabilito a livello nazionale da Arera ed è uguale per tutti i Comuni, e la proprietà della rete è solo un costo di manutenzione che ricadrebbe inevitabilmente sui cittadini. Mentre l’indirizzo e controllo sul servizio, che va a incidere sul presente e il futuro delle nuove generazioni, rimane sempre in capo al Comune! I consiglieri della minoranza forse sono rimasti a qualche decennio fa, quando la proprietà pubblica della rete del gas veniva considerata una garanzia per la distribuzione di un servizio essenziale per la comunità. Da decenni non è così, da quando siamo passati al libero mercato e, piuttosto, l’affidamento del servizio di distribuzione e anche di manutenzione e utilizzo della rete di distribuzione ad un operatore del settore è una maggior garanzia in termini di efficienza ed adeguato sviluppo tecnologico della rete stessa. Tanto è vero che praticamente tutti i Comuni del Valdarno e della provincia di Arezzo hanno già alienato le reti”.
“Mi chiedo perché – continua Chiassai – i Consiglieri in questi due anni non hanno contrastato questa scelta della giunta, visto che parlano addirittura di un danno a scapito del futuro della città! Dimostrino con dati oggettivi e non con la sola propaganda di basso livello che mira solo a insinuare dubbi nei cittadini. Non sono d’accordo nel voler sgravare i montevarchini dalle spese di manutenzione della rete? E soprattutto, non sono d’accordo sul fatto finalmente che, con la nuova gara di ambito, venga estesa la rete di distribuzione del gas naturale a quelle frazioni (Moncioni, Ventena, Rendola, Caposelvi ecc.) e a quelle zone della città (via di Noferi, via Chiantigiana ecc.) che non sono ancora servite dal metano? Lo spieghino ai cittadini! Perché sono contrari a garantire un efficiente servizio di distribuzione del gas con minori costi visto che la legge n 118/2022 lo consente?”.
“Infine – conclude il Sindaco – voglio ricordare che la nostra Giunta non ha bisogno di vendere la rete del metano per fare cassa, perché grazie a dieci anni di un operato coscienzioso, lungimirante e pragmatico, basato sull’unico interesse dei montevarchini, abbiamo contenuto le spese e ottimizzato le risorse, tagliando gli sprechi del passato, consentendoci di fare investimenti e la programmazione di molti interventi straordinari sul patrimonio pubblico e la realizzazione di opere importanti, quelle davvero strategiche, come scuole, impianti sportivi e strade che non venivano realizzate da decenni, altro che appigliarsi alla rete di distribuzione del gas metano!”.

