26, Settembre, 2022

Messaggi di odio e cyberbullismo, ragazzi a lezione di internet e social: per non cadere nelle inside della rete

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Presentata proprio ai giovani studenti l’iniziativa H@ppynet, voluta dal comune di Figline e Incisa per fornire ai giovani studenti di alcune classi di scuola media gli strumenti per utilizzare al meglio internet. E tenersi lontano dai tanti comportamenti scorretti

Che effetto possono avere su una ragazzina ripetute offese ricevute attraverso chat e social? Come si reagisce a messaggi di odio on line? Si è aperta con un esempio tratto da un caso vero, sicuramente d'impatto, la serata dedicata al progetto H@ppynet al teatro Garibaldi. Un progetto che entrerà nei prossimi giorni nelle scuole, in quattro classi di scuola media di Figline, Matassino e Incisa, per dare ai giovanissimi studenti gli strumenti necessari a capire, conoscere e utilizzare al meglio la rete, internet, i social network. 

 

 

Perché una cosa è certa: la rete è una immensa, potenziale risorsa, ma con qualche insidia. "Il nostro obiettivo – ha spiegato la sindaca Giulia Mugnai – è di fornire ai ragazzi gli strumenti per capire quali sono i comportamenti sbagliati, in modo che possano vivere al meglio internet e i social, con la serenità necessaria". L'amministrazione comunale ha così puntato su questo progetto, curato da Federica Giuliani, che ha visto la collaborazione dell'agenzia ForEda, ma anche di molti esperti: avvocati, linguisti, psicologi. 

"Il web è semplicemente la cartina tornasole della società – sottolinea Vera Gheno, sociolinguista e ricercatrice dell'Accademia della Crusca – il linguaggio dell'odio esiste da sempre. La differenza è che ora, con internet, ci circonda, lo vediamo continuamente, non è più confinato in contesti in cui è difficile incontrarlo".

"I ragazzi sono spesso le vittime più sensibili di cyberbullismo: che però non risparmia certo gli adulti, va ricordato – ha aggiunto Andrea Spaghetti dell'associazione ForEda – noi siamo convinti che un modo concreto per affrontarlo sia l'educazione all'emozione, e all'affettività, contro ogni prevaricazione", conclude.

 

 

 

Glenda Venturini
Capo redattore

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