03, Luglio, 2022

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“Le Chiavi della Memoria”: il video sul rastrellamento a Montegonzi dell’11 aprile 1944. Un progetto sulla memoria storica della comunità

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Domenica scorsa, a Montegonzi, centinaia di persone hanno partecipato alla presentazione del video con le testimonianze e il racconto dell’11 aprile 1944, giorno della rappresaglia dei repubblichini che causò la morte di un giovane partigiano. Il lavoro rientra nel progetto “Le Chiavi della Memoria”

Una comunità vive grazie alla memoria storica, condivisa, su cui si basa la propria identità. Da questa idea è nato il progetto “Le chiavi della memoria” a Montegonzi, nel comune di Cavriglia, grazie al lavoro di un gruppo numeroso di persone con un obiettivo: ricostruire la memoria della comunità del paese. Un progetto iniziato nel 2012 attraverso l’archivio parrocchiale, i diari e i registri di parroci e scuole, che nel tempo ha ampliato e approfondito il campo di ricerca.
 
Domenica scorsa è stato presentato il video realizzato per ricostruire un episodio avvenuto 70 anni fa durante la guerra, l’11 aprile 1944, attraverso il racconto di testimonianze: il rastrellamento e l’uccisione del giovane partigiano Cosimo Sabbi per mano della Guardia Nazionale repubblichina, specializzata in azioni di rastrellamento di partigiani e disertori, che spesso collaborava anche con le truppe tedesche. Un evento meno noto rispetto alle altre stragi naziste di quell’estate che causarono 191 vittime nel comune di Cavriglia tra Meleto e Castelfranco.
 
“Ci siamo resi conto che le persone che avevano vissuto quella giornata tendevano a parlarne, abbiamo deciso quindi di approfondire. Questo lavoro ha una valenza educativa e di memoria” – ha spiegato Stefano Valentini prima della proiezione – “C’è la necessità costante di rieducarci tutti, sempre, di studiare la nostra memoria e la storia su cui si basa la comunità. In un affannato presente, ricordare il passato è importante per proiettare nel futuro le nostre persone e la nostra coscienza collettiva. Soprattutto per le giovani generazioni che ne devono far tesoro per non cadere negli stessi errori e per capire che qualcuno, prima di loro, ha fatto sacrifici anche a costo della propria vita”.
 
Alla giornata hanno partecipato più di un centinaio di persone che hanno vissuto i fatti, la paura e i particolari nascosti attraverso le immagini, le parole delle testimonianze e la successiva passeggiata nei luoghi protagonisti della vicenda, fino al cippo commemorativo a La Forra. Presente anche il sindaco Ivano Ferri che ha sottolineato “l’importanza e il valore di questo lavoro straordinario, che mette a fuoco pensieri e ricordi ancora impressi dentro alle persone. Un’opera che potrebbe trovare spazio anche all’interno del Museo Mine nella sezione sulla memoria, perché una comunità senza memoria è una comunità senza futuro”.
 
Quell’11 aprile 1944, martedì di Pasqua e giorno tradizionalmente di festa a Montegonzi, i repubblichini arrivarono in paese alla ricerca di partigiani e disertori del servizio di leva, forse dopo una soffiata. Ma a causa di un equivoco, invece di dirigersi verso Poggio alle Monache, presero la strada che portava al limite della pineta di La Forra, dove trovarono e uccisero a sangue freddo Cosimo Sabbi.
 
“Un evento che si inserisce in un contesto storico ben preciso, di un’Italia allo sbando e durante il passaggio fronte. È la storia anche di persone coraggiose che hanno tenuto nascosti questi giovani che non condividevano le idee e le nefandezze della rappresaglia, un sacerdote e una comunità intera che nella quotidianità della difficile vita durante la guerra, ha trovato il modo di partecipare a liberazione dell’Italia, proteggendo i deboli contro gli oppressori. Questo fatto ha portato al sacrifico di una vita umana, ma altre furono salvate grazie ai cittadini di Montegonzi. Un’altra chiave della nostra memoria: quel luogo e quella lapide sono luogo di memoria, sulla quale abbiamo costruito la nostra identità e libertà, un monito contro le atrocità di guerra e dittatura. Perché il sacrificio di Cosimo Sabbi non sia dimenticato”.

 

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