30, Giugno, 2022

La Asl10 rimanda al mittente le accuse sui rischi al Serristori: “Frasi fuori contesto, si crea inutile allarmismo”

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L’allarme lanciato dai Cobas del Serristori parlava di “elevato rischio per la nuova organizzazione della chirurgia”. Ora in una nota dell’Azienda sanitaria il manager del rischio clinico chiarisce: “Estrapolata dal contesto, la frase sulla proposta di riorganizzazione dell’attività chirurgica al Serristori crea solo un inutile allarmismo privo di fondamento”

Rischio elevato per l'organizzazione della chirurgia al Serristori di Figline? Per la Asl10 l'allarme lanciato in una nota dai Cobas dell'ospedale figlinese sarebbe "strumentale", e generato da una frase "estrapolata dal contesto in cui è inserita". 

A rimandare al mittente tutte le accuse è direttamente il manager del rischio clinico, che ha firmato quel documento. "Estrapolata dal contesto nella quale è contenuta, la frase della mia relazione sulla proposta di riorganizzazione dell’attività chirurgica all’ospedale Serristori di Figline crea solo un inutile allarmismo privo di fondamento".

Non solo: il risk manager dell’Azienda sanitaria di Firenze spiega che il comunicato diffuso dai Cobas "trae affrettate conclusioni da un documento interno, redatto per prendere tutti i provvedimenti utili ad organizzare nel migliore dei modi le attività chirurgiche nell’ospedale valdarnese".

Il ruolo del manager del rischio clinico, precisa l'Azienda sanitaria, è infatti quello di valutare in base a parametri standardizzati eventi o scenari ipotizzando cosa funziona, cosa no, cosa dev’essere migliorato per evitare appunto di correre rischi e mettere a repentaglio la salute dei pazienti.

"Nella fattispecie gli interrogativi riguardavano la pronta disponibilità sostitutiva nei notturni e nei festivi dei chirurghi chiamati a garantire la reperibilità. L’uso strumentale della citazione è racchiuso nella dizione 'altri professionisti provenienti da altri presidi ospedalieri vicini', come se ad intervenire nelle sale operatorie per dare una risposta urgente alle necessità del paziente non venissero impiegati stimatissimi professionisti che conoscono tanto l’ospedale di Ponte a Niccheri quanto quello di Figline e come se, nel rispetto della legge, non venisse chiesta la reperibilità a medici che si trovano a non più di 30 minuti dal luogo nel quale devono prestare la loro opera", conclude la nota della Asl10.
 

Glenda Venturini
Capo redattore

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