25, Settembre, 2021

L’ipocrisia del cristianesimo e le forme poetiche della religione: un salto all’interno della filosofia di Sloterdijk

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Una visione pessimistica delle forme religiose per l’intervento di questa mattina di Peter Sloterdijk. Tra filosofia e cinismo nella mentalità umana post-moderna

"L'ambito di provenienza della poesia è profondamente legata alla religione e consente la libertà per i credenti di cullarsi nelle proprie illusioni preferite e amate". È con questa frase di Spinoza del XIII° secolo che si apre il nuovo libro di Peter Sloterdijk, il filosofo l'ha ripetuta nell'incontro di questa mattina, incentrato sulle ipocrisie della religione e in particolare del cristianesimo.

Una visione pessimistica per tutte le forme di culto, quella di Sloterdijk, che è partito dall'antica Grecia per arrivare ai giorni nostri discutendo del bisogno metafisico degli esseri umani di credere ad un Dio o a più Dei, soprattutto nel dopoguerra dopo anni di regimi dove l'Italia e la Germania sono tornati a cercare risposte nel cristianesimo.

 

 

 

"Un autoinganno consapevole". Lo definisce così Sloterdijk, nella sua visione scettica delle religioni e dell'impatto sulla creazione del capitalismo: "Calvino mise a nudo l'ipocrisia del cristianesimo sostenendo che l'uomo si dovesse comportare sempre come se fosse l'eletto: da qui si possono individuare alcune linee che ci portano al capitalismo, ma piuttosto dobbiamo chiederci perché il capitalismo sia nato in nord Italia, dove si sono registrati i primi movimenti del capitalismo nel XIV° secolo. In quell'epoca veniva nascendo un'etica tipicamente europea dell'economia della reputazione in base alla propria nomea. A Lubecca devo avere la stessa reputazione e credito come a Lisbona."

 

 

Sloterdijk ha poi discusso del quartetto di evangelisti delle cattive notizie: "Sul fronte dell'economia e produzione abbiamo avuto cattive notizie da parte di Marx, cattive notizie sul fronte della genetica per la discendenza dalle scimmie da parte di Darwin, cattive notizie da Nietzsche perché l'essere umano non è fatto per la verità ma si muove come una marionetta mosso esclusivamente dalla società e, infine, cattive notizie anche da Freud che ci spiega che la verità e la nostra istintualità non è altro che un inganno"

 

 

 

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