02, Dicembre, 2022

Il consiglio di Montevarchi approva regolamento e aliquote Tasi: 2,3 quella sulla prima casa. Lungo dibattito tra maggioranza e opposizione

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Il consiglio comunale di Montevarchi ha approvato la Tasi: la maggioranza ha sottolineato la presenza di numerose agevolazioni e l’equità nell’applicazione, mentre la minoranza ha evidenziato la necessità di collegare le detrazioni ai redditi per evitare invece casi di ingiusta applicazione

Nella seduta odierna del consiglio comunale di Montevarchi sono stati approvati il regolamento e le aliquote per la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili. L’amministrazione di Montevarchi era rimasta una delle poche nel Valdarno che non avevano deliberato entro lo scorso 23 maggio, portando così il pagamento dell’acconto al 16 ottobre e il saldo entro il 16 dicembre.
 
L’approvazione è arrivata dopo un lungo dibattito tra maggioranza e opposizione: sul regolamento l’amministrazione ha deciso di lasciare una formula autonoma per favorire eventuali modifiche o integrazioni future, mentre i consiglieri di minoranza si sono opposti, definendolo “fasullo, vuoto, che non si adatta alla legge”. Il capogruppo dei Democratici e Progressisti, Fabio Camiciottoli, ha presentato un atto d’indirizzo con la richiesta di report sull’attività per arrivare a una riduzione di spese e tariffe, “dato che Montevarchi risulta uno dei comuni con la tassazione più alta”, come ha riconosciuto tutta l’opposizione.
 
L’aliquota sulla prima casa è stata stabilita al 2,3 per mille: “Nell’articolazione abbiamo cercato di dare la massima attenzione ed equità a più casi possibili, cercando di tutelare le situazioni di disagio, le categorie più deboli e le stesse famiglie attraverso la logica del quoziente. Sono state inserite anche agevolazioni per le persone con la pensione minima”, ha spiegato il vicesindaco e assessore al bilancio Elisa Bertini.
 
Forme di agevolazione sono concesse anche alle attività di vicinato e a chi opera nel mondo imprenditoriale, soprattutto nel periodo iniziale dello start up. L’applicazione è stata decisa cercando di aiutare anche coloro che si trovano a vivere maggiori difficoltà economiche “in una linea di equità, per cui chi possiede di più paga di più. Inoltre non verrà applicato il massimo previsto per l’aumento delle aliquote, fissato allo 0.8 per mille, avendo deciso di aumentare solo alcune aliquote dello 0.5 per mille”.
 
Di opinione diversa i consiglieri di opposizione, che hanno sottolineato la necessità di inserire il quoziente familiare all’interno del reddito per poter conteggiare eque agevolazioni: “Si tratta di una tassa carissima, che comporterà sicuramente delle morosità, la casa non deve essere considerata un lusso” – ha commentato il consigliere Luciano Bucci, riportando anche alcuni esempi sulle ingiustizie sociali in merito alle riduzioni per la ex casa coniugale e per il caso di persone con più di 65 anni e pensione minima, ma appartenenti a famiglie benestanti.
 
Il consigliere Mauro Bindi ha analizzato l’eccessiva articolazione delle aliquote “che sono addirittura 50”, oltre all’ingiusta detrazione se le agevolazioni non vengono legate al reddito familiare come per le pensioni minime e le detrazioni per i figli a carico con età minore di 26 anni, fissata a 20 euro. Oltre a questo, una riflessione ha interessato anche la ripartizione stimata sul 20% per gli occupanti degli immobili, dato che la Tasi interesserà sia i possessori, sia gli utilizzatori delle abitazioni.
 
Nel dibattito è stata richiesta la necessità di una maggiore chiarezza verso i cittadini in merito alla tassa e alla quota da pagare, in quanto non saranno recapitati a casa i bollettini prestamapati, almeno per la prima scadenza di ottobre, ma dovranno provvedere autonomamente anche attraverso i servizi dei Caf.

 

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