23, Febbraio, 2024

Gli studenti della Marconi restano nelle sedi provvisorie. Le famiglie: “Una scelta che tutela i nostri figli, sono locali più sicuri della sede”

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Resteranno ancora nelle sedi provvisorie gli studenti del professionale Marconi dell’Isis Valdarno, al rientro a scuola dopo le vacanze natalizie: la Provincia di Arezzo, con il presidente Polcri, ha risposto così alla lettera che avevano inviato le famiglie degli studenti, che si dicevano preoccupati per un rientro nella sede principale, dove sono stati eseguiti provvisori lavori di messa in sicurezza con delle reti applicate ai soffitti. E le famiglie ora si dicono soddisfatte della decisione di continuare ad utilizzare le sedi provvisorie, distribuite fra San Giovanni e Montevarchi.

“Abbiamo appreso nella tarda serata del 5 gennaio – spiegano in una lettera – che il presidente Polcri, in risposta alla richiesta inviata dall’Istituto ISIS Valdarno due giorni prima e nel rispetto dell’impegno preso con le famiglie nell’incontro del 20 dicembre presso il Palazzo della Provincia ad Arezzo, ha confermato che gli affitti dei locali in uso ai circa 500 studenti del “G. Marconi”, presso le sedi di San Lorenzo, in Via 1° Maggio al Bani e nel centro pastorale “G. Guerra” a Montevarchi, sono stati provvisoriamente prorogati”.

“Pur se questa decisione giunge tardivamente, a soli tre giorni dal rientro in aula, e nonostante non abbia ancora avuto luogo l’incontro che la Provincia si era resa disponibile ad organizzare a fine dello scorso anno per condividere preventivamente con genitori e studenti qualsiasi eventuale azione da intraprendere, ci sentiamo di ringraziare il presidente Polcri per una scelta che tutela i nostri figli ma che, a nostro avviso, evidenzia anche la fondatezza dei nostri timori circa la sicurezza del fabbricato. Ci aspettiamo a questo punto che tutti gli studenti possano concludere l’anno scolastico serenamente, senza ulteriori sorprese, e che la loro attuale collocazione non venga nuovamente messa in discussione da un giorno all’altro, in quanto si tratta dell’unica scelta ammissibile ed accettabile”, scrivono le famiglie.

“È indubbio che i locali ad oggi in uso agli studenti dei vari indirizzi, seppur trattasi di soluzioni provvisorie, siano più sicuri e decorosi di quelli che la Provincia ha dichiarato di aver reso nuovamente agibili a partire dall’11 dicembre, con reti di contenzione e puntellature. Chiediamo pertanto alla Provincia di attivarsi per trovare soluzioni definitive e di utilizzare i mesi a venire per restituire ai nostri figli una struttura pienamente riqualificata, certi che questa rappresenti l’unica opzione sostenibile anche per le quattro classi che a causa del crollo sono attualmente interdette a qualsiasi impiego e accesso e che la Scuola non ha alcuna possibilità logistica di ricollocare negli altri plessi”.

Insomma, le famiglie dell’Isis Valdarno chiedono che ora si lavori alla riqualificazione definitiva del plesso: “Siamo consapevoli che per effettuare dei lavori di riqualificazione così importanti non possano essere sufficienti tre mesi di pausa estiva e che rientrare adesso nel plesso Marconi significherebbe condannare gli studenti a rimanere anni in una situazione non decorosa e, a nostro avviso, non sicura, in attesa che vengano reperiti i fondi necessari. Riteniamo pertanto necessario e doveroso che la Provincia si attivi tempestivamente sul territorio per trovare soluzioni alternative che permettano a tutti gli studenti dei percorsi Iefp di utilizzare i macchinari di laboratorio ai quali al momento è impossibile accedere, in modo che la validità dell’anno scolastico non venga in nessun modo compromessa”.

“Far rientrare gli studenti in una struttura che non dia piena garanzia di sicurezza, anche a fronte del rischio concreto che non vengano raggiunte le ore necessarie di laboratorio, riteniamo sia un’opzione che non debba in nessun caso essere presa in considerazione. Ci aspettiamo, al contrario, che la Provincia dia la possibilità a tutti gli studenti dell’Istituto Professionale “G. Marconi” di concludere questo difficilissimo anno scolastico senza dover scegliere di sacrificare la propria sicurezza per il proprio percorso di formazione”, conclude la lettera delle famiglie degli studenti.

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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