14, Agosto, 2022

Giornata Nazionale in ricordo delle vittime del Covid-19: il Valdarno ha perso 259 persone

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“La data del 18 marzo 2020 rimane incisa nella memoria degli italiani. Una immagine, quella dei mezzi militari che a Bergamo trasportavano le vittime falcidiate da un virus allora ancora sconosciuto, che racchiudeva il dramma dell’intera pandemia. Alla memoria delle vittime ci inchiniamo. Nel dolore dei loro familiari si riconosce l’intera comunità nazionale”.

Sono parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia da Coronavirus, che si celebra oggi, 18 marzo, per la seconda volta.

Anche il Valdarno ha pagato purtroppo il suo tributo in termini di vite umane. Sono 259 le persone decedute a causa del Covid-19, nel corso di questi due anni. Qui riportiamo il dettaglio per comune di residenza delle vittime (fonte: ARS Agenzia Regionale Sanità Toscana – su dati della Protezione civile)

Rignano 5
Reggello 30
Figline e Incisa 59
Castelfranco Piandiscò 21
San Giovanni 21
Cavriglia 11
Terranuova 25
Montevarchi 47
Loro Ciuffenna 3
Laterina Pergine 16
Bucine 21

La Direzione della Asl Toscana Sud Est ha deciso di celebrare questa giornata con un messaggio di ricordo delle vittime e di vicinanza alle famiglie.

Nel giorno in cui tutto il Paese si stringe attorno al ricordo delle persone decedute a causa della pandemia il nostro pensiero va ai circa 650 cittadini della provincia di Arezzo morti a causa del Covid, ai loro familiari e ai loro cari.
Donne e uomini che mai dimenticheremo, preservando la memoria collettiva di quanto successo.
Storie, tutte diverse ed importanti, di persone che hanno combattuto la malattia e per le quali noi, come sistema sanitario, ci siamo battuti con ogni mezzo.
Il nostro pensiero corre sul filo del ricordo delle drammatiche giornate in cui le RSA, luoghi che da sempre custodiscono la nostra memoria incarnata negli anziani ospiti, si sono trasformate in case della sofferenza con interminabili solitudini e perdite dolorose che ci hanno segnato nel profondo.
Al di là dei numeri e delle statistiche, però, ci sono le persone, le famiglie e le comunità.
Nei nostri occhi abbiamo ancora l’immagine dello striscione che, nelle soleggiate giornate di maggio, sventolava sul nostro ospedale.
Un telo bianco con una scritta verde “Nonna Rosina non mollare. Ti Amo”. Messaggio semplice e forte di una nipote alla nonna.
Una bandiera che ha ondeggiato al vento per oltre un mese mentre, nei nostri reparti, si consumava la drammatica battaglia di Rosina contro un virus inesorabile.
Oggi abbiamo imparato a convivere con il virus, a curarci e vaccinarci da esso, ma non potremmo mai abituarci alla sua violenza e al dolore che è in grado di provocare.
In questa giornata di strazianti ricordi dobbiamo soprattutto rispettare ed onorare la memoria di queste persone che non ce l’hanno fatta, e fare tesoro delle loro storie, imparare dalle loro battaglie e dalle sconfitte perché la lotta al Covid è tutt’altro che finita.

Glenda Venturini
Capo redattore

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