07, Ottobre, 2022

Fontane di piazza Donatori di Sangue, il sindaco: “Orgogliosi di un progetto di riqualificazione sostenuto da privati”

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Dopo le polemiche sulle vasche trasformate in fioriere, interviene il sindaco Silvia Chiassai Martini, che difende il progetto. “Il nostro obiettivo resta il decoro urbano”

È partito fra le polemiche il progetto di riqualificazione di piazza Donatori di Sangue, davanti alla stazione ferroviaria di Montevarchi. Ieri il Pd accusava il sindaco Chiassai Martini di non aver condiviso il progetto che sostituisce le fontane, ormai spente da settimane, con delle fioriere. E oggi la prima cittadina replica, difendendo una scelta fatta "per il decoro urbano, e per rendere più accogliente un’area che rappresenta una porta di accesso alla città".

Il progetto, spiega Palazzo Varchi, è sostenuto dalle aziende private del territorio grazie alle possibilità concesse dal Regolamento sulle sponsorizzazioni. Sicures Srl, Ilaria Pericoli Atelier e Massini e Gori Srl si sono presi in carico la realizzazione delle opere e anche i costi di manutenzione fino al 2021, mentre la Floricoltura Extra di Bartolini Giovanni si occupa della fornitura del terriccio e della corteccia di pino per gli allestimenti.

"Un progetto importante di riqualificazione – commenta il Sindaco Chiassai Martini – che afferma una visione diversa, moderna e più funzionale al decoro della città di cui l’Amministrazione è particolarmente orgogliosa, perché ancora una volta ha visto la collaborazione fattiva con i privati manifestando il loro impegno per la valorizzazione del patrimonio pubblico. Un esempio per tutti i cittadini".

Il sindaco spiega che all'origine della decisione c'è stata la constatazione dei costi e delle difficoltà di manutenzione delle fontane. "Abbiamo dovuto ripensare all’esistenza delle vasche con le fontane per problemi complessi e cronici di malfunzionamento dell’impiantistica già rilevati ben quattro anni fa. Per un intervento definitivo sul guasto all’impianto, le stime di spesa sono state di 50mila euro, a cui sommare i costi di 7.400 euro sostenuti ogni anno per la sola energia elettrica e altri 5.000 euro all’anno per la manutenzione ordinaria delle vasche".

"Non solo – aggiunge Chiassai Martini – abbiamo ascoltato i residenti che da anni lamentavano i disagi per il rumore prodotto dalle tre fontane e diversi episodi di uso indecoroso dell’acqua da parte delle persone. Ma tengo soprattutto a ribadire l’immagine nuova che la realizzazione delle aiuole darà a questo luogo, ottenuta in perfetta sinergia con l’impegno e la generosità dei privati”.  Nelle tre aiuole saranno posizionate piante di Taxus Baccata, tradizionalmente usate per realizzare i giardini all’italiana; piante di Rosmarino prostrato; e ancora di rose paesaggistiche, posizionate nel bottone centrale delle aiuole, mentre altre piante di Abelia Rupestris, insieme al Rosmarino, saranno collocate al perimetro delle tre opere. Già realizzato anche l’impianto di irrigazione per le piante.

Glenda Venturini
Capo redattore

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