Figline e Incisa, Pianigiani spiega i motivi delle dimissioni: “Rottura insanabile, così non si poteva andare avanti”

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Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa in cui il sindaco dimissionario di Figline e Incisa Valdarno, Valerio Pianigiani, ha spiegato le ragioni che lo hanno portato a lasciare la guida dell’amministrazione a poco più di un anno dall’inizio del mandato. Con voce commossa ha spiegato: “una decisione sofferta ma inevitabile”, maturata dopo settimane di tensioni interne alla maggioranza e culminata, il 19 novembre, con il venir meno del numero legale in Consiglio comunale: un passaggio che ha bloccato l’approvazione delle variazioni di bilancio e la ratifica del passaggio alla Taric, mettendo a rischio – ha ricordato – “servizi essenziali e oltre 2,4 milioni di euro di investimenti tra il 2025 e il 2026”.

Dopo l’intervento del sindaco, anche gli altri membri della Giunta hanno preso la parola, illustrando ciascuno il lavoro svolto e i progetti che erano in programma nei rispettivi assessorati. Tra opere pubbliche, servizi al territorio e iniziative per la comunità, gli assessori hanno sottolineato l’impegno profuso in questi mesi, evidenziando al contempo l’impossibilità di portare a termine molti di questi interventi a causa della caduta dell’amministrazione.

Pianigiani ha ripercorso le tappe della crisi, spiegando come la difficoltà non fosse legata a uno scontro su singoli provvedimenti, ma a un clima politico “progressivamente deteriorato” che, a suo giudizio, stava paralizzando la normale attività amministrativa. “Negli ultimi mesi – ha detto – si è persa la possibilità di lavorare con serenità e condivisione. Una comunità di 24mila abitanti non può essere ostaggio di dinamiche che nulla hanno a che fare con i bisogni reali del territorio”.

“Hanno scelto la via del sabotaggio”.Pianigiani ha definito “paradossale” la necessità di dover spiegare una situazione che, dal suo punto di vista, sarebbe da imputare “a chi ha provocato tutto questo, assumendosene le conseguenze. Mi riferisco al Partito Socialista e al consigliere Sarri – ha detto – che hanno disatteso il mandato elettorale di appena un anno e mezzo fa. I primi uscendo da una coalizione nata sotto lo slogan ‘Insieme’, il secondo venendo meno alla fiducia che gli elettori del Partito Democratico gli avevano dato, scegliendo poi di passare al PSI per meri giochi di bassa politica”.

Secondo il sindaco, l’assenza dei socialisti e delle opposizioni nell’ultima seduta avrebbe rappresentato un gesto ostile e calcolato: “Mercoledì hanno staccato la spina all’Amministrazione, bloccando l’attività istituzionale e mandando a monte una serie di progetti per il futuro della comunità. Se fossero stati realmente responsabili si sarebbero presentati in Consiglio, avrebbero votato le variazioni necessarie e, magari, si sarebbero espressi contro la Taric. Invece hanno scelto la via del sabotaggio”.

Il nodo Taric e le accuse ai “voltagabbana”. Una parte consistente del suo intervento è stata dedicata proprio alla Taric, il nuovo sistema tariffario dei rifiuti, al centro dello scontro politico degli ultimi mesi. Pianigiani ha definito “prive di fondamento” le affermazioni circolate nelle ultime settimane riguardo a presunti controlli invasivi nelle abitazioni. “È gravissimo sostenere che la polizia possa entrare in casa delle persone senza mandato. L’accesso al domicilio privato è e resta inviolabile. Abbiamo lavorato su questo passaggio con serietà, esattamente come hanno fatto altri 27 Comuni che hanno già aderito alla Taric”.

Il sindaco ha poi parlato di una “saldatura politica evidente” tra il PSI e il consigliere di opposizione Enrico Buoncompagni, accusando i socialisti di aver ripreso e rilanciato “parole totalmente infondate” sulla riforma tariffaria. “È paradossale vedere oggi alcuni consiglieri di opposizione – ha aggiunto – gli stessi che introdussero il porta a porta e approvarono il percorso verso la Taric – usare quel tema come pretesto politico per far saltare la consiliatura”.

La crisi: dalle elezioni alla rottura definitiva. Durante la conferenza Pianigiani ha ripercorso anche le tappe della crisi politica iniziata a pochi mesi dalle elezioni del 2024. Ha ricordato la composizione della coalizione, il ruolo minoritario del PSI (“poco più del 4% senza i voti di +Europa e Azione”), l’uscita del consigliere Sarri dal PD a febbraio 2025 e il successivo irrigidimento del rapporto con i socialisti. Abbastanza netta la ricostruzione dei passaggi: l’azzeramento della giunta, l’ingresso del socialista Ciucchi come vicesindaco, le sue dimissioni dopo pochi mesi, l’uscita formale del PSI dalla maggioranza e la seconda crisi nell’arco di un anno.

“Non sono esente da responsabilità, ma ho sempre agito in buona fede”. Pianigiani ha dedicato un passaggio importante anche all’autocritica: “È ovvio che in questa vicenda ho anch’io le mie responsabilità. Ho sempre agito con onestà e correttezza istituzionale, senza impedire a nessuno di svolgere il proprio lavoro. Ho cercato il dialogo, forse fidandomi delle persone sbagliate. Ma le motivazioni del PSI mi sono sempre sembrate pretestuose, lontane dall’interesse generale”.

Pianigiani ha poi voluto ringraziare la struttura comunale “per il lavoro svolto in un contesto complesso” e ha assicurato che, fino alla scadenza delle dimissioni, continuerà a garantire la gestione ordinaria “con la massima correttezza istituzionale”. Quanto al futuro politico, non ha fornito indicazioni, limitandosi a ribadire che “il compito di chi guida un’istituzione è non trascinare il Comune in una situazione di incertezza permanente”.

Con la fine dei venti giorni previsti per ritirare le dimissioni, se non ci saranno nuove evoluzioni, il Comune si avvierà verso la gestione commissariale e verso nuove elezioni. Una prospettiva che Pianigiani ha commentato solo con una nota di rammarico: “È un epilogo che avrei voluto evitare. Ma governare significa assumersi la responsabilità delle proprie scelte, anche quando sono le più difficili”.

Infine Valerio Pianigiani alla domanda “quale errore ha fatto per non riuscire a sanare questa spaccatura diventata insanabile”, risponde: “Io dovevo avere il coraggio di dimettermi alla prima crisi. Ho sacrificato dei figli, avrei potuto evitarlo andando a votare prima. Credo comunque di essere stato uno dei sindaci più amati”.

Tutta la registrazione della conferenza stampa ⬇️

Sul posto Glenda Venturini e Monica Campani

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