È partita nel caos più totale, la nuova gestione della raccolta dei rifiuti a Figline e Incisa. Da una parte perché tanti cittadini non avevano ancora chiaro il nuovo calendario dei ritiri, a partire dal 5 gennaio scorso, e quindi all’inizio hanno continuato a conferire nelle date precedenti, che erano però sbagliate; dall’altra perché la maggior parte delle famiglie non ha ancora capito come funzionerà il nuovo sistema, che dovrebbe scoraggiare chi non differenzia, con un sistema di premialità che si basa sui conferimenti, ma che nessuno ha trovato chiaro. Sui social si rincorrono le segnalazioni, le critiche, le richieste di spiegazioni.
Ora i consiglieri dell’ex opposizione Enrico Venturi, Silvio Pittori, Giulia Mecacci, Luca Scrivanti, Enrico Buoncompagni, Andrea Vannini, Umberto Ciucchi, Elena Cencetti, Sandro Sarri, lanciano un nuovo attacco nei confronti di questo sistema e chiedono direttamente ad Alia, la società che gestisce il servizio, di fare chiarezza. “Ore di attesa ai centri di distribuzione, addirittura permessi chiesti al lavoro a cause della chiusura di questi alle ore 18 e chiaramente il costo esorbitante del nuovo kit di mastelli che ricadrà sui Cittadini: il passaggio ai nuovi bidoncini con tag elettronico imposto da ALIA, dal PD e dal M5S non è stato certo a costo zero per la cittadinanza”, attaccano. “La sostituzione dei vecchi contenitori è stata presentata come un obbligo imprescindibile per l’avvio della tariffa corrispettiva il cui fondamento appunto dovrebbe essere il tracciamento puntuale dei conferimenti attraverso la lettura dei tag elettronici”.
“In questo contesto – continua la nota delle opposizioni – la comunicazione da parte di ALIA e la nuova procedura di lettura dei bidoni doveva e dovrebbe essere estremamente chiara mentre invece si apprende, anche dalle segnalazioni effettuate dai Cittadini, che la ‘sparatura’ dei tag inizierà soltanto a fare data dal 15 gennaio e soprattutto che non avverrà per ogni utenza domestica ma a campione. Siamo quindi davanti ad una totale improvvisazione e approssimazione, ed i Cittadini vengono a conoscenza della realtà di questa nuova tariffazione giorno dopo giorno, a fatti compiuti. Non è accettabile che un’azienda di servizi pubblici scarichi i costi organizzativi sulla collettività senza fornire, a quanto sembra, le prestazioni dovute e senza che i Cittadini possano verificare, in assenza di una ‘sparatura’ singola per ogni utenza, se il proprio conferimento sia stato registrato correttamente. Il Comune deve pertanto immediatamente pretendere che ALIA chiarisca pubblicamente con quali modalità stia avvenendo o avverrà la ‘sparatura’. In conclusione, non solo il PD ed il M5S ci hanno condotto verso un sistema che aumenta i costi e diminuisce i servizi, ma oltretutto detto sistema sembrerebbe persino non corrispondere appieno a quanto rappresentato fino ad oggi”.
