11, Agosto, 2022

Centrale a biomasse, l’anno si chiude senza i controlli sulle emissioni. E i residenti denunciano fumo, cattivi odori e rumore

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Controlli sulla qualità delle biomasse e sulle emissioni, con risultati resi pubblici: era l’impegno preso dal comune di Montevarchi con le associazioni di Levane e Levanella, a poche settimane dall’apertura dell’impianto. Ad oggi, niente è stato reso noto, mentre il fumo spunta ancora fra i tetti

A quasi un anno di distanza dall'inaugurazione della centrale a biomasse di Levane, nessun risultato di un qualsiasi monitoraggio sulle emissioni, né sulla qualità delle biomasse impiegate, è stato oggi reso noto. E questo nonostante il protocollo d'intesa firmato a marzo dal comune con le associazioni Sprondoro e Levane Insieme, in rappresentanza dei cittadini della zona, al confine fra Levane e Levanella. 

Il protocollo in questione, frutto tra l'altro di un percorso preciso stabilito dal Consiglio comunale, fissava però impegni precisi, i più importanti dei quali sul fronte dell'ambiente e della salute: previsto un controllo semestrale sulle biomasse impiegate, sulle emissioni dell’impianto nell’ambiente e sugli effetti sulla qualità della vita. Inoltre, c'era anche, l’impegno a progettare interventi di riqualificazione nel territorio interessato nel triennio 2014/2016, con una progettazione partecipata con i cittadini e le due associazioni.

Da quella firma sono passati nove mesi, e ancora nulla. Nel frattempo, però, i residenti lamentano quasi ogni giorno i disagi legati alla presenza dell'impianto: oltre al fumo, che dovrebbe essere costituito esclusivamente da vapore acqueo, ma che appare molto scuro nel cielo (vedi foto), chi abita nella zona parla anche di cattivi odori e di un rumore costante, nei momenti in cui l'impianto è in funzione. 

Eppure a gennaio, al taglio del nastro, anche l'assessore regionale all'ambiente Gianni Salvadori era stato chiaro, nel suo discorso: “Questi impianti – aveva detto – devono rispondere ad una caratteristica assolutamente imprescindibile, ossia non devono nuocere alla salute e all’ambiente; a questo sono preposti i monitoraggi costanti sulle emissioni”. Monitoraggi ad oggi ancora assenti, o almeno mai resi noti ai cittadini. 

 

Glenda Venturini
Capo redattore

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