09, Agosto, 2022

Caso mensa, Rifondazione comunista “Scelta disumana, discriminante e classista quella dell’amministrazione di Montevarchi”

Più lette

In Vetrina

Sul caso che sta facendo discutere, dopo la decisione dell’amministrazione comunale di Montevarchi di combattere le morosità della mensa, interviene la Federazione di Arezzo di Rifondazione comunista

"Un fatto vergognoso". Così la Federazione di Arezzo di Rifondazione comunista etichetta il caso della mensa. "Questo è l’unico aggettivo che ci viene in mente per descrivere quanto accaduto a Montervarchi, dove la Sindaca, di centrodestra, ha deciso di dare ai bambini, figli di genitori morosi, pane con l’olio e una frutta. A suo avviso questa è il giusto metodo per chi non paga la retta".

"Fermo restando che la mensa non è un servizio obbligatorio e che le famiglie possono decidere autonomamente di usufruire del servizio, riteniamo la scelta dell’amministrazione valdarnese disumana e violenta. Riservare ai bambini un posto in disparte, con un pasto improvvisato, crea delle discriminazioni pesanti e che, a quell’età, possono essere psicologicamente devastanti. Siamo tornati alle etichette e alle classi sociali creando cittadini di serie A e cittadini di serie B".

"Le Istituzioni – aggiunge Rifondazione – hanno il ruolo di unire e non di dividere e di raggiungere l’obiettivo delle pari opportunità e di rimuovere tutti gli ostacoli. Quale è il ruolo che vuole ricoprire il Comune di Montevarchi? Il valore educativo e formativo della mensa viene così meno: il messaggio che viene mandato a bambini e alle bambine è di iniquità sociale e di diseguaglianza economica, oltre che evidenziare come una fetta di pane con l’olio, ben più sana di tante merendine prodotte da multinazionali, possa essere un cibo da punizione". 

La nota della Federazione aretina di Rifondazione conclude: "Sicuramente la Sindaca sperava di colpire i cittadini extracomunitari ma siamo sicuri che questo provvedimento colpisce anche nostri connazionali. Condanniamo anche noi chi non paga, ma molto spesso sia le difficoltà economiche sia altri fattori, non dipendenti dai genitori stessi e involontari, non permettono la messa in regola con le rette dovute ai comuni. Dobbiamo quindi capire il perché la famiglia è morosa, e soprattutto adottare tutti gli strumenti, che i regolamenti comunali e nazionali, mettono a disposizione: dai solleciti al recupero forzato delle somme". 

Glenda Venturini
Capo redattore

Articoli correlati