09, Agosto, 2022

Caldo e afa, la Asl attiva il coordinamento maxiemergenze. Monitorati gli accessi al pronto soccorso

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Sono dati della Asl Toscana Centro, e riguardano dunque il Valdarno fiorentino e anche il Serristori: qui ieri, domenica 29 luglio, sono stati 33 gli accessi al pronto soccorso, di cui 8 ricoverati

Caldo e afa nelle prossime ore: la Asl Toscana Centro (area del Valdarno fiorentino) ha attivato il coordinamento maxiemergenze e tiene sotto costante controllo i dati degli accessi al pronto soccorso e sul territorio. “A seguito di quanto diramato dalla Protezione Civile e dal Ministero della Salute i prossimi giorni saranno considerati ad alto rischio per le ondate di calore che raggiungeranno i massimi livelli passando dal livello 2 con codice arancione di domani al livello 3 con codice rosso di mercoledì prossimo – ha spiegato Federico Gelli, direttore del coordinamento maxiemergenze ed eventi straordinari dell’Azienda Ausl Toscana centro".

Per questo l’Azienda già da oggi ha attivato le proprie strutture a partire dalle Centrali Operative 118, oltre ai dipartimenti di emergenza ed area critica e della rete sanitaria territoriale al fine di garantire la massima operatività dei servizi e l’assistenza ai cittadini, in particolare a coloro che sono in maggiore difficoltà e in condizione di fragilità. Al momento, comunque, non si registra un aumento degli accessi ai nove pronto soccorsi dell’Azienda dov’è attivo, ormai da tempo, il monitoraggio giornaliero per mettere in campo gli eventuali interventi a carattere straordinario, per garantire la disponibilità dei ricoveri compreso, se necessario, l’incremento del personale.

Il direttore del dipartimento area critica Simone Magazzini, precisa che “non ci sono aumenti significativi di accessi ai pronto soccorsi aziendali e i dati sono sovrapponibili alla media”. Nella giornata di domenica 29 luglio al Serristori gli accessi al pronto soccorso sono stati 33 (di cui 8 ricoverati e 23 inviati a domicilio) nel resto dell'area fiorentina: al Santa Maria Nuova 68 (di cui 6 ricoverati e 60 inviati a domicilio), al San Giovanni di Dio 108 (di cui 12 ricoverati e 87 inviati a domicilio), al Santa Maria Annunziata 102 (di cui 13 ricoverati e 81 inviati a domicilio) e a Borgo San Lorenzo 73 (di cui 11 ricoverati e 51 inviati a domicilio). 

In tutti gli ospedali l’attività chirurgica è ridotta e viene aumentata la capacità di risposta dei posti letto di area medica. Anche sul territorio vengono monitorati i pazienti ad alto rischio: in particolare anziani e bambini in condizioni di fragilità che usufruiscono già dell’assistenza domiciliare. 

Glenda Venturini
Capo redattore

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