07, Ottobre, 2022

Bucine, vicenda Keu: il sindaco Benini chiarisce lo stato delle due aree sottoposte a controlli

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“Mentre per il Cantiere Tozzi di Bucine, vista la disponibilità del privato ad intervenire direttamente, si è definito con ARPAT un percorso che garantisce un intervento di bonifica con tempi e modalità già delineati, per l’impianto Lerose S.r.L. di Levane la situazione è più complessa e articolata. Dalla Regione sono stati compiuti comunque tempestivamente tutti i passaggi necessari per addivenire in tempi brevi quantomeno alla messa in sicurezza dei siti”. Con queste parole il sindaco di Bucine, Nicola Benini, chiarisce lo stato attuale di una situazione che ha visto tra i protagonisti anche il suo territorio. Due, infatti, sono le aree interessate e da mettere in sicurezza: il “Cantiere Tozzi” – ubicato in via XXV Aprile a Bucine – dove vi era un “sospetto interramento di materiali contaminati indebitamente qualificati come inerti riciclati”, e l’impianto Lerose S.r.l.

Il “Cantiere Tozzi”

Nell’area le indagini sono iniziate il 4 giugno 2021. I prelievi, disposti dal Pubblico Ministero sotto la coordinazione del Consulente Tecnico nominato dalla Procura della Repubblica, hanno messo in evidenza che nel cantiere erano “presenti metalli pesanti riconducibili al materiale proveniente dall’impianto Lerose di Levane”. Dopo che il titolare ha trasmesso una comunicazione in cui ha sospeso qualsiasi responsabilità in relazione al rilevamento del materiale inquinante, l’Amministrazione comunale ha chiesto la messa in atto delle misure di prevenzione. Dopo incontri e confronti con la proprietà, la Regione, Arpat e la Conferenza dei servizi nel luglio di quest’anno è stato dato parere positivo alla richiesta di “effettuare ulteriori analisi prima di presentare la definitiva analisi del rischio col conseguente progetto di bonifica”. “Con nota del  12 settembre 2022 è stato comunicato dal sig. Tozzi l’inizio delle ulteriori indagini a partire dal 22 settembre”.

Impianto di frantumazione inerti “Lerose S.r.l.”

I sopralluoghi di ARPAT sono stati svolti il 25 ottobre dello scorso anno e hanno accertato lo stato di criticità ambientale. E’ stata così “valutata l’opportunità di procedere direttamente alla rimozione/messa in sicurezza permanente dei cumuli di materiali contaminati presenti”. “Svolti ulteriori sopralluoghi anche alla presenza degli organi inquirenti allo scopo di verificare la presenza di ulteriore contaminazione e acquisita l’autorizzazione dagli organi inquirenti, sono in fase di programmazione sopralluoghi per la caratterizzazione preliminare dei cumuli mirata all’individuazione dei siti di destinazione dei materiali”.

“Dopo un incontro tenutosi il 16 giugno tra Regione Toscana, ARPAT e AG, si è proceduto a fare le ulteriori e definitive verifiche che dovrebbero concludersi entro questo mese per procedere rapidamente alla messa in sicurezza dei siti”.

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