06, Febbraio, 2023

Bioagricoltura sociale: in Valdarno un progetto che coinvolge tre attività agricole e 27 persone fragili

Articoli correlati

In Vetrina

Più lette

In Vetrina

Laboratori formativi per persone con sindrome di down, ma anche con disturbi dello spettro autistico e in condizioni svantaggiate. Il progetto è di Koiné e si svolgerà alla fattoria didattica di Ramarella, alla cooperativa agricola di Paterna e all’azienda agricola di Riofi

Parte in Valdarno un progetto di bioagricoltura sociale, che coinvolgerà 27 persone in condizioni di fragilità, in laboratori di formazione ma anche di sperimentazione legati appunto al mondo rurale. Un progetto nato dall' incontro tra la cooperativa sociale Koinè e le Fattorie sociali siciliane. Il denominatore comune è l’Associazione nazionale di bioagricoltura sociale il cui obiettivo è costruire comunità inclusive che favoriscano il rapporto e il rispetto per l’uomo e l’ambiente.

Il progetto messo a punto da Koinè prevede 5 laboratori da svolgere nelle attività dell’agricoltura presso tre aziende che hanno vocazioni e strutturazioni differenti. La prima è la fattoria sociale di Ramarella, nel comune di Laterina Pergine: il progetto è orto e carbonaia. La seconda azienda è la cooperativa agricola di Paterna, a Terranuova: il laboratorio sarà dedicato a vigne e olive. La terza, infine, è l’azienda agricola di Riofi, con un laboratorio sui grani antichi.

I progetti coinvolgeranno 27 persone in tutto, di cui 5 persone affette da sindrome di Down o disturbi dello spettro autistico di età inferiore a 40 anni; 11 persone svantaggiate con meno di 40 anni e altre 11 con più di questa età e con una prospettiva occupazionale.

"Questo progetto – spiega Paolo Peruzzi, Direttore di Koinè – punta ad accrescere il grado di coesione sociale dei territori e favorire la diversificazione dell’attività agricola, la multifunzionalità in agricoltura, la messa in rete di imprese del territorio anche con altri soggetti della società locale. Infine intendiamo creare nuove attività capaci di costituirsi come progetti d’impresa, rispondere ai nuovi bisogni sociali e generare concrete opportunità di inclusione lavorativa e sociale di soggetti svantaggiati". 

Un progetto che è nato sulla scia della fattoria sociale di Ramarella: “Questa – ha ricordato Sauro Testi, responsabile del progetto – è una fattoria di agricoltura sociale attivata dalla cooperativa sociale Koinè in collaborazione con il Comune di Laterina Pergine, la Conferenza dei Sindaci del Valdarno, il Dipartimento di Salute mentale di Zona della Usl Toscana Sud Est. Ramarella è dedicata a persone in carico ai servizi pubblici della salute mentale. La parola chiave è recovery: un processo di cambiamento attraverso il quale l’individuo migliora, con la consapevolezza della propria salute e con l’assunzione di responsabilità sulla propria vita e sulla possibilità di essere in equilibrio e realizzato a livello individuale e sociale. La persona con problemi di salute mentale diventa così protagonista attiva di scelte e percorsi di vita". 

Un’attività condivisa con l’Usl Toscana Sud Est e in particolare con il Dipartimento di salute mentale diretto da Giuseppe Cardamone: "Siamo di fronte ad un’attività fortemente innovativa nel campo della salute mentale. Promuove e valorizza il territorio fondandosi su alcuni assi: l’associazionismo, la formazione e l’inserimento lavorativo in una dimensione etica. Valorizza persone che hanno problemi di fragilità e promuove una rete di scambio e collegamento  con obiettivi comuni per associazioni, azienda sanitaria,  amministrazioni locali, cooperative agricole  e imprese private". 

Un progetto che adesso entra in una rete nazionale, quella dell’Associazione nazionale bioagricoltura sociale. Salvatore Cacciola, Presidente delle fattorie Sociali Siciliane, si è incontrato ad Arezzo con Testi, Peruzzi e Cardamone ed ha visitato Ramarella. 

 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

Articoli correlati