Un camion aperto sulla piazza, che si trasforma nella scenografia di un teatro sotto le stelle: arriva in Toscana “Opera Camion 2026 – Il Maggio in piazza”, il progetto nato da un’idea di Fabio Cherstich e Gianluigi Toccafondo e sostenuto dalla Fondazione CR Firenze insieme al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Dal 27 giugno al 7 luglio sette appuntamenti gratuiti porteranno nelle piazze di Firenze, Scandicci, Pontassieve, Empoli, Montevarchi (il 3 luglio) e Grosseto l’opera “Gianni Schicchi” di Giacomo Puccini, eseguita dai giovani talenti dell’Accademia del Maggio con l’orchestra diretta da Pietro Mazzetti. Fabio Cherstich firma la regia, Gianluigi Toccafondo cura le immagini i disegni animati.
“Siamo veramente orgogliosi di accogliere a Montevarchi questo progetto dell’opera lirica in piazza, realizzato grazie alla Fondazione CR Firenze, con uno spettacolo gratuito e accessibile a tutti – ha detto il Sindaco Silvia Chiassai Martini – Un’iniziativa speciale, resa ancora più suggestiva dalla presenza dei giovani artisti di canto e musica del Maggio Musicale Fiorentino e da un container che si trasformerà in un vero e proprio palcoscenico all’aperto dove poter apprezzare Puccini. Si tratta di un modo straordinario e originale di fare teatro tra le persone, valorizzando al tempo stesso l’identità culturale della lirica, per la quale l’Italia è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Lo spettacolo sarà l’unica tappa in provincia di Arezzo e ne siamo particolarmente fieri, perché questa iniziativa si inserisce pienamente nella politica culturale che l’Amministrazione comunale ha fortemente voluto, di portare l’arte e la grande cultura anche nelle realtà più piccole, come la nostra, riscontrando ogni volta grande partecipazione e interesse da parte del pubblico e, soprattutto, rendendo il linguaggio artistico un bene comune e collettivo.”
Opera Camion 2026 “Il Maggio in piazza”, recupera lo spirito originario del teatro musicale, quando l’opera era spettacolo itinerante, popolare, da piazza e da fiera. Il camion diventa il mezzo più diretto per riportare quella dimensione nel presente. “Fu proprio questa l’idea che mi catturò allora quando assieme e Cherstich e Toccafondo demmo avvio al progetto – dice il sovrintendente del Maggio Carlo Fuortes -. Un progetto di successo che ne corso degli anni è andato avanti spedito a lunghi passi, anzi è meglio dire su quattro ruote, e che ora approda e ne sono felice, a Firenze.”
Un progetto che ha una sua precisa filosofia: il pubblico è variegato, c’è il passante incuriosito, la famiglia con i bambini, il cittadino che si porta la sedia da casa (anzi tutti sono invitati a farlo), i ragazzi che non hanno mai visto un’opera in vita loro. Un pubblico spontaneo, imprevedibile, che viene apposta, che passa per caso, che resta per tutta l’opera o che dà solo un’occhiata e se ne va, che tuttavia reagisce senza filtri a questo teatro che va letteralmente da loro, raggiungendoli e sorprendendoli in maniera imprevista e imprevedibile. In piazza la distanza protettiva del teatro scompare: i cantanti sono a un passo dagli spettatori, lo spazio è aperto, esposto. “Questa vicinanza rende tutto più vulnerabile ma anche più autentico – continua il sovrintendente – l’opera e la musica respirano insieme a chi la guarda e l’ascolta. Molti scoprono il melodramma per la prima volta proprio così, senza biglietto, senza codici, senza soggezione. Il camion arriva, lo spettacolo accade, poi riparte. Un teatro nomade che appare e scompare e rende tutti partecipi di un rito collettivo”.
Per l’edizione toscana di Opera Camion 2026 “Il Maggio in piazza”, la scelta artistica è caduta su Gianni Schicchi, atto unico di Giacomo Puccini su libretto di Giovacchino Forzano. L’opera del grande compositore lucchese è ambientata in Toscana e precisamente a Firenze, una Firenze del 1299, con il furbo notaio che beffa un’intera famiglia di avidi parenti per assicurarsi la casa più bella della città e garantire l’amore tra sua figlia Lauretta con il giovane Rinuccio. Comicità, ritmo serrato, una galleria di personaggi irresistibili e, al centro, una delle arie più celebri del repertorio pucciniano: “O mio babbino caro”. Essendo un atto unico di un’ora circa, sarà proposto integralmente: teatro popolare nella sua forma più pura, perfetto per incontrare il pubblico delle piazze. I giovani talenti dell’Accademia del Maggio danno voce e corpo ai personaggi di Puccini, accompagnati dall’orchestra della stessa Accademia: un progetto che è anche un investimento sulle nuove generazioni di artisti.
L’appuntamento è per venerdì 3 luglio, a Montevarchi, piazza Varchi, dalle ore 21, con ingresso libero e gratuito.

