01, Ottobre, 2022

76° anniversario della liberazione di San Giovanni, Vadi: “In noi c’è un profondo debito di riconoscenza del ricordo e della memoria”

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Ieri sera, insieme a ANPI Valdarno, San Giovanni ha celebrato il 76° anniversario della Liberazione in piazza Cesare Battisti: in apertura il Concerto degli Allievi della Accademia Musicale Valdarnese

Nonostante le norme anti-Covid San Giovanni Valdarno ha comunque celebrato il 76° anniversario della liberazione dal nazifascismo: insieme ad istituzioni, ANPI Valdarno e il concerto degli Allievi della Accademia Musicale Valdarnese, San Giovanni ha svolto la celebrazione in piazza Cesare Battisti.

"Quest’anno, a causa della emergenza sanitaria, non è stato possibile celebrare la Liberazione della nostra città nella forma usuale – spiega il sindaco Valentina Vadi – alla presenza delle rappresentanze istituzionali degli altri Comuni del Valdarno, tuttavia nelle nostre intenzioni la cerimonia di ieri sera ha voluto essere, simbolicamente rappresentativa della Liberazione dell’intero Valdarno dal nazifascismo, rivendicando con fermezza ed orgoglio l’antifascismo senza riserve di questo nostro territorio.

 

 

"Oggi, a 76 anni di distanza da quel 24 Luglio 1944, commemoriamo e celebriamo la Liberazione di San Giovanni e i caduti – afferma Vadi – perché in noi c’è un profondo debito di riconoscenza, un “dovere morale” del ricordo e della memoria: quegli uomini e quelle donne hanno dischiuso per noi la possibilità di una vita libera, pacifica e democratica che è necessario è doveroso difendere e preservare ogni giorno da quanti vorrebbero farla scivolare di nuovo verso l’odio e la sopraffazione."
 
 
 
 
"È stato importante ricordare i 76 anni dalla Liberazione di San Giovanni davanti a tanti ragazzi e ragazze che si accingevano ad esibirsi in un concerto musicale – dice Vadi – perché sono i giovani che devono raccogliere l’eredità del passato e farne tesoro nel presente. E a chi sostiene che “definirsi antifascista oggi non ha senso”, dalla piazza di ieri sera ho risposto che non ha senso esattamente il contrario, ossia “non definirsi antifascisti, oggi”, perché l’antifascismo è connaturato alle nostre vite, costituisce le nostre radici etiche e morali, è il fondamento della nostra Costituzione Repubblicana."
 
 
 
 
"Un pensiero particolare, in chiusura dell’intervento, ho indirizzato alla memoria di tutti i Sangiovannesi combattenti per la libertà in quel 1944 – conclude Vadi – a tutti loro, e a quanti come loro non dubitarono neppure per un attimo da quale parte stare e combattere dopo l’8 Settembre del 1943, ho rivolto tutta la nostra gratitudine ed il nostro autentico sentimento di riconoscenza."

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