28, Settembre, 2021

Istituto De Angeli, ancora quattro ore di sciopero. Rsu e sindacati: “L’azienda faccia chiarezza sul nostro futuro”

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Sarà ancora sciopero all’Istituto De Angeli di Prulli, a Reggello. I lavoratori, che avevano incrociato le braccia lo scorso 22 giugno, si asterranno dal lavoro anche domani, venerdì 16 luglio, nelle ultime quattro ore del proprio turno di lavoro. La Rsu e le sigle sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil lamentano la mancanza di risposte da parte dell’azienda, che non ha fatto alcun passo avanti né ha fatto chiarezza sui tanti punti critici evidenziati da tempo.

“A seguito dello sciopero del 22 giugno – si legge nella nota con cui viene proclamato lo sciopero – la Direzione Aziendale non ha risposto ufficialmente alle motivazioni che hanno portato alla proclamazione dello stesso, dimostrando una mancanza di rispetto nei confronti di tutti i lavoratori. Siamo, altresì, ancora in attesa del piano industriale richiesto anche dalle istituzioni stesse. Vogliamo far notare a tutti, la mancanza di assunzione di responsabilità sul recupero dell’efficienza produttiva e sui risultati sottoscritti nell’accordo del 03/09/2019″.

“Inoltre, abbiamo sempre posto all’attenzione che il turno implementato (3×5) non tiene conto delle nostre considerazioni fatte sui tavoli sindacali sulle esigenze tecnico-produttive e sull’impatto sulla salute dei lavoratori. Da anni, molti lavoratori svolgono le proprie mansioni senza una Job description la cui mancanza comporta insicurezza, una gestione caotica dei processi ed un possibile danno economico al lavoratore. Il clima che si genera, già di per sé non facile, è ulteriormente appesantito, nell’ultimo anno, dai molti provvedimenti disciplinari anche per mancanze minori per cui si potrebbe preferire inizialmente un richiamo verbale”, spiegano Rsu e sindacati.

“Tutto questo rende la nostra azienda un luogo in cui non si svolgono serenamente le proprie mansioni. Se per assurdo facessimo una valutazione inversa sulla gestione dello stabilimento utilizzando gli stessi strumenti adottati dalla Direzione Aziendale, e dovessimo applicare una multa per ogni bugia o scelta sbagliata, potremmo andare tutti in ferie gratis!”. Da qui la decisione di proclamare un altro sciopero: “Uno sciopero per chiedere a voce alta una chiarezza sul nostro futuro e la possibilità di lavorare in maniera serena e proficua! “.

Glenda Venturini
Capo redattore

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