29, Novembre, 2022

Mentre si parla della riforma sanitaria regionale, rischia di svuotarsi il Monoblocco e di non avere futuro il Serristori

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A determinare le sorti del monoblocco della Gruccia e del Serristori potrebbe essere il regolamento, approvato il 13 gennaio scorso, dalla Conferenza Stato – Regioni, per la “Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”

Da una parte la riforma sanitaria della Regione Toscana che abbatte il numero delle Asl facendole passare a 3, dall'altra lo Stato che definisce standard e regole delle strutture ospedaliere e che potrebbe infliggere un duro colpo al monoblocco della Gruccia e al Serristori di Figline. 

Il 13 gennaio scorso la Conferenza Stato – Regioni ha approvato il regolamento "Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera", parte del decreto attuativo del Ministero della salute della legge sulla spending review. 

Il regolamento suddivide gli ospedali in tre categorie in base al bacino di utenza: da 80.000 a 150.000, da 150.000 a 300.000 e da 600.000 a 1.200.000. Il monoblocco rientra nel primo livello, quello di base che comprende: pronto soccorso con letti di osservazione breve intensiva, medicina interna, chirurgia generale, ortopedia, anestesia, servizi di supporto in rete di guardia attiva e/o in regime di pronta disponibilità h24 di radiologia, laboratorio, emoteca.

Non si parla dei reparti di pediatria, ostetricia e ginecologia, rianimazione, cardiologia, medicina d'urgenza, e oncologia. 

La riforma sanitaria della Regione Toscana entrerà in vigore dal primo gennaio 2016 ma dal primo luglio di quest'anno inizierà l'iter che intanto vedrà gli attuali direttori generali diventare commissari per traghettare le nuove realtà all'anno nuovo.

Nel frattempo in Valdarno qualcosa si sta muovendo. Si sta costituendo infatti un comitato per la salute pubblica, del Valdarno aretino e fiorentino, che sta cercando di raccogliere le adesioni da parte del mondo politico, sociale, e dei cittadini. L'unica alternativa per scongiurare, secondo i promotori, l'attuazione del regolamento è quella di ricompattare il Valdarno sul fronte della sanità e raggiungere il numero di abitanti capace di passare al livello 1 dei presidi, quello cioè che permetterebbe di mantenere il monoblocco della Gruccia e il Serristori di Figline.

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