02, Febbraio, 2023

Medici in ‘fuga’ dal Serristori, i Cobas: “Preoccupati per il progressivo impoverimento di personale sanitario”

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Secondo i rappresentanti dei lavoratori dei Cobas, Calò, Mangiola e Fontanelli, si assisterebbe al presidio ospedaliero Serristori ad un “eccessivo turn-over dei medici”, sia al pronto soccorso che nelle specialistiche. I Cobas fanno appello ai sindaci perché verifichino la tenuta del personale medico specialistico e infermieristico

Grido d'allarme dei Cobas della Asl Toscana Centro per il Serristori: "Continua la fuga dei medici e in alcuni casi anche la loro cacciata", scrivono i rappresentanti dei lavoratori Andrea Calò, Domenico Mangiola e Valentina Fontanelli. Un turn-over "eccessivo", secondo i Cobas, si starebbe verificando negli ultimi mesi nell'ospedale figlinese. 

"Da tempo – spiegano – sosteniamo che è in atto da parte della Direzione Generale un progressivo impoverimento di personale sanitario e di medici specialisti al Serrisitori. Ci riferiamo a tutte quelle figure mediche specifiche legate alle acuzie e all’interventistica chirurgica, che guarda caso rafforzerebbero il presidio, se fossero stabilizzate, così come definito nel patto territoriale in ospedale per acuti". 

Il problema riguarda anche il Pronto soccorso, "oggi nel caos a causa di un eccessivo turn-over di medici", ma non solo: "Endoscopia è gestita da un pool di medici e chirurghi che vi si dedicano in modo residuale; cardiologia è presente all’Ospedale Serristori solo sulle 6h e vede la sua sopravvivenza solo grazie ad una figura medica proveniente dall’Ospedale di Borgo San Lorenzo; residuale è l’interventistica ortopedica; registriamo una contrazione preoccupante delle figure di anestesista; incomprensibile è l’annunciata rimozione con il trasferimento dell’attuale dirigente che svolge funzioni di responsabilità del servizio di anestesiologia ospedaliera contribuendo così a rendere più precarie le sorti della sub intensiva".

Secondo i Cobas, a contribuire a questa situazione ci sarebbe anche "il modo gestionale del direttore di Medicina Interna e d’Urgenza, spesso fautore della rottura di un buon clima interno nelle varie équipe, oltre all’attuale debolezza della direzione sanitaria di presidio interessata a contrarre le attività specialistiche in modo da perseguire l’obiettivo della Direzione Generale di impoverimento progressivo in modo da trasformare l’ospedale in mega distretto zonale. Ne sono un esempio il proliferare di mini ambulatori compensativi della riduzione dei posti letto e l'esternalizzazione di attività di ricovero, cura e riabilitazione a favore della Casa di cura Frate Sole". 

Il quadro disegnato dai Cobas comprende anche dettagli: "Mentre la pediatria è una attività subìta dall’azienda, che voleva liquidarla declassandola ad attività ambulatoriale; l’oncologia vede all’aumento dei carichi di lavoro corrispondere una riduzione del personale. Emblematica è la sorte della week surgery soggetta a continue chiusure periodiche che rispondono a esigenze di riduzione della spesa più che al soddisfacimento dei bisogni sanitari della popolazione". 

Alla luce di tutto questo, i Cobas si appellano ai sindaci: "Sarebbe opportuno che i Sindaci del Valdarno fiorentino verificassero la tenuta del personale medico specialistico oltre che di quello infermieristico, in quanto sono loro che tengono aperti i servizi e garantiscono l’agibilità dei reparti, non accontentandosi dei report aziendali che vengono solo utilizzati per gonfiare i piccoli interventi e offrire una immagine di ospedale presente solo sulla carta. Come delegati Rsu Cobas esprimiamo una forte preoccupazione per il declino non solo strutturale dell’Ospedale Serristori ma anche del personale medico e sanitario costretto a lavorare in condizioni di sfruttamento". 

 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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