17, Agosto, 2022

Serristori, situazione di stallo. I Cobas si rivolgono alla sindaca Mugnai: “Basta con le prese in giro”

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Nulla di concreto sembra muoversi sul fronte dell’Ospedale Serristori di Figline: ne sono convinti i Cobas, che a distanza di circa un mese dall’approvazione, in Consiglio a Figline e Incisa, di una mozione della maggioranza con impegni precisi e concreti, come la richiesta di aprire un tavolo di programmazione urgente e una mobilitazione per il presidio, tornano a rivolgersi all’Amministrazione comunale e alla sindaca Mugnai. “Gli scaltri Amministratori Comunali e regionali in materia di diritto alla salute e riorganizzazione del sistema sanitario pubblico di zona, nonostante il quadro desolante in cui si trovano ospedale, distretti e territorio, si sono volutamente scordati non solo di aprire il tavolo di confronto con l’Assessore Bezzini ma non hanno neppure rispettato gli impegni solennemente da loro stessi annunciati di mobilitazione pubblica contro lo smantellamento e sfascio dell’ospedale Serristori”, accusano i rappresentanti dei Cobas in una nota.

“Una incoerenza politica e istituzionale e un immobilismo allarmante e inaccettabile, per non dire pericoloso”, continuano i Cobas P.I. Usl Toscana Centro. “Eppure si parla di riapertura del PS H24, di riapertura dell’area critica (dove recentemente è stato nominato appositamente un Direttore di Anestesia), del rafforzamento del 118 territoriale e dell’intera rete emergenziale, compresa l’attivazione in continuità della Guardia Medica, l’assistenza sanitaria e la presa in carico in sicurezza dei cittadini valdarnesi in loco e non sballottati da una provincia all’altra, l’eliminazione delle lunghe liste di attesa, la riattivazione in pieno della Pediatria e dell’Ortopedia, nonché del potenziamento dei servizi di diagnostica e analitica strumentale (laboratorio), l’apertura del reparto di chirurgia e l’attivazione delle sale operatorie a tutt’oggi chiuse o sottoutilizzate”.

“Ma l’azienda sanitaria – chiedono i Cobas – non si era impegnata a riaprire il 1° di marzo le sale operatorie e il reparto di chirurgia? Non aveva predisposto un ‘nuovo’ staff della direzione sanitaria compreso il famoso direttore di anestesia? Allo smantellamento e alla crescente precarizzazione del presidio ospedaliero Serristori non si può rispondere con l’ennesimo comunicato stampa di ripristino di un servizio ai minimi termini, vedi l’odontoiatra, né con la distribuzione di poltrone a Dirigenti di comprovata fede”.

“Senza alcuna esitazione – conclude la nota – pretendiamo non solo come COBAS: la riapertura dell’attività piena e totale delle sale operatorie H12, la riapertura H24 del reparto di Chirurgia Generale che non può essere surrogato da una Day Surgery per interventi chirurgici ambulatoriali a pagamento, la riapertura del Pronto soccorso H24. Alla Sindaca Mugnai e alla sua maggioranza l’invito a non giocare sulla salute, poiché la loro annunciata mobilitazione pubblica per coprire le loro manchevolezze potrebbe ritorcersi contro loro stessi, complici dell’attuale depotenziamento che come COBAS non accetteremo mai”.

Glenda Venturini
Capo redattore

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