09, Agosto, 2022

Serristori, i Cobas denunciano: “Trasferimenti coattivi di infermieri e OSS verso Ponte a Niccheri”

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Si focalizza sul fronte della gestione del personale il duro attacco dei delegati Rsu Cobas Pubblico Impiego della Asl Toscana Centro, che in una nota parlano di “reiterati abusi della dirigenza infermieristica ai danni degli infermieri e degli operatori sociosanitari del Serristori”. In sostanza, i Cobas denunciano che “da lungo tempo alcuni Direttori del Dipartimento Infermieristico e Ostetrico della USL Toscana Centro in modo autoritario, violando tutti gli accordi contrattualistici in vigore, il diritto del singolo lavoratore e le stesse prerogative sindacali, perseverano con atti e comportamenti ritorsivi e persecutori esclusivamente sugli infermieri e OSS del presidio ospedaliero Serristori di Figline obbligandoli, con discutibili provvedimenti di mobilità coattiva, a prestare la propria attività verso il presidio ospedaliero S.M. Annunziata, che come in tutta l’azienda è in carenza di personale”.

Atti che secondo i Cobas sarebbero illegittimi: “I provvedimenti vengono attivati dai due Direttori senza seguire il dettato contrattuale e gli strumenti aziendali in essi previsti nel caso della mobilità d’urgenza, conseguente in questo caso ad una voluta carenza di personale, stante il blocco delle assunzioni da parte della Regione Toscana e dalle politiche perseguite dalla stessa azienda sul contenimento delle spese in materia occupazionale che obbliga molte attività e servizi a lavorare con personale ridotto ai minimi essenziali. Il comportamento palesemente illegittimo ai danni degli operatori sanitari si fonda su una modalità organizzativa gestionale che considera l’Ospedale Serristori come un mondo a parte e un serbatoio da cui attingere alla bisogna alle varie necessità del presidio ospedaliero contiguo, cosa che non accade in nessun territorio della stessa azienda”.

“Sempre i soliti Dirigenti – continua la nota dei Cobas – si inventano una rete ospedaliera e una integrazione funzionale tra i due presidi che non esiste se non a discapito dei lavoratori del comparto del presidio ospedaliero Serristori, le cui conseguenze comportano disparità di trattamento tra i lavoratori, ingiustizie sociali in disaccordo con la contrattualistica vigente, violazione dei diritti, danni e disagi professionali con elevata esposizione al rischio clinico e allo stress lavoro correlato, oltre che ripercussioni sui tempi di vita e lavoro e sui carichi familiari. Aspetti questi ritenuti irrilevanti dai due Direttori strapagati”.

I rappresentanti sindacali dei Cobas parlano ancora di “una serie di abusi non più accettabili, logiche e condotte ritorsive e antisindacali che devono essere contrastate soprattutto quando la loro discrezionalità e il loro cinico comportamento non trova riscontro in altre realtà aziendali, dove se esiste un disagio o un problema questo trova una sede di confronto sindacale e una ‘spalmatura’ su tutta l’area vasta della USL Toscana Centro.
Senza contare gli effetti collaterali che questi provvedimenti creano su attività e servizi delle stesso presidio ospedaliero Serristori, come la ingiustificata chiusura delle sale operatorie, del reparto di chirurgia, della pediatria, della forte riduzione dell’oncologia e delle varie attività specialistiche ambulatoriali, oltre alla riduzione del personale infermieristico del presidio che per garantire l’esistente sono costretti a rinunciare o rientrare dalle ferie o in straordinario: un vero paradosso”.

“Ciò che non ha fatto la pandemia – concludono i Cobas – lo sta facendo la Direzione Generale attraverso le politiche gestionali vergognose del Dipartimento Infermieristico e Ostetrico con la riduzione del personale e delle attività presenti nel presidio ospedaliero Serristori. Come delegati RSU COBAS P.I. USL Toscana Centro le abbiamo provate tutte per fermare questa deriva gestionale, i trasferimenti coattivi, le continue e illegittime violazioni contrattuali perpetuate quotidianamente dai due Dirigenti che fanno ‘carta straccia’ delle tutele dei lavoratori, delle corrette relazioni sindacali e difendere il presidio ospedaliero oggetto di un progressivo smantellamento. Inaccettabile la protervia e l’arroganza del datore di lavoro a cui risponderemo sicuramente con una mobilitazione dei lavoratori e con il ricorso agli organi competenti”.

Glenda Venturini
Capo redattore

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