22, Giugno, 2024

Cento lavoratori Bekaert scrivono al neo-Presidente Giani: “Serve il suo impegno per risolvere la vertenza”

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Il gruppo di lavoratori ritiene che l’unica soluzione possibile oggi sia “quella di essere rilevati da un soggetto industriale”

Un gruppo di cento lavoratori Bekaert, buona parte di quei 178 rimasti in vertenza, ha scritto oggi una lettera indirizzata al neo-presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Un documento in cui i lavoratori chiedono a Giani di intervenire subito per trovare una soluzione alla vertenza, e affermano di ritenere come unica possibilità quella di essere rilevati da un soggetto industriale, considerando invece come "non percorribile" l'ipotesi della cooperativa. 

"Caro Presidente,

siamo un gruppo di 100 lavoratori ancora in forza alla Bekaert di Figline Valdarno. Ci ha fatto piacere che nel primo giorno dopo le elezioni lei abbia deciso di visitare la cristalleria di Colle Val d’Elsa, che versa in una situazione difficile. E’ un segno di attenzione al mondo del lavoro che abbiamo molto apprezzato.

Vorremmo in questo senso ricordarle che la nostra realtà ha ormai solo tre mesi di vita: il 5 Gennaio prossimo infatti terminerà anche la proroga-Covid della nostra cassa integrazione che riguarda al momento 178  persone.

Per questo le chiediamo di impegnarsi da subito, appena insediato, per risolvere questa cruciale vertenza che si trascina ormai dal 22 Giugno 2018 e che ha sempre visto un ruolo attivo della Regione e del presidente Rossi, che per questo vogliamo ringraziare. 

Con l’occasione le vogliamo ribadire che l’unica soluzione possibile per una realtà come la nostra, che conosciamo profondamente e da dentro, è quella di essere rilevati da un soggetto industriale, che conosca bene il prodotto e il mercato e che possa avviare partnership con fornitori della materia prima necessaria, ovvero l’acciaio.

E’ in questo senso che non ci pare percorribile, come abbiamo avuto modo di dire più volte, la strada della cooperativa, che si poggia su un’idea nobile, ma su basi industriali molto deboli e che dunque rischia di naufragare in poco tempo in un mercato di questo tipo. Impiegare in questa prospettiva incerta tutte le risorse della nostra Naspi, ci pare un azzardo che, pensando alle nostre famiglie e al loro futuro, non possiamo rischiare".

 

Glenda Venturini
Glenda Venturini
Capo redattore

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