08, Agosto, 2022

Castelnuovo in Avane rivivrà: il Comune ha vinto un bando da 20 milioni di euro per il suo recupero

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Una grande notizia per Cavriglia: il Comune ha vinto il bando di rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi a rischio abbandono e abbandonati, voluto dal Mibact con i fondi del PNRR, Piano nazionale di ripartenza e resilienza, stanziati dall’Europa in risposta alla crisi pandemica e pubblicato dalla Regione Toscana. 20 milioni di euro che trasformeranno Castelnuovo dei Sabbioni dal “borgo fantasma” in un centro pieno di vita, di memoria e di futuro.

Entro il 2026 quindi a Castelnuovo in Avane, così tornerà a chiamarsi, sorgeranno due musei, spazi pubblici rigenerati, giardini, luoghi della memoria, residenze turistiche come un albergo diffuso, residenze private e specializzate, una casa dell’arte contemporanea, residenze per artisti, botteghe commerciali ed artigianali, abitazioni dedicate al social housing ed ai giovani.
Insomma l’antico paese perduto rivivrà una nuova dimensione che fino a qualche settimana fa sembrava solo una grande chimera.

La Regione Toscana, dopo un’attenta disamina, ha scelto proprio il progetto di recupero del Comune di Cavriglia che punta al rilancio ed all’intera riqualifica del borgo, giudicato come unico ed esemplare per l’intera Regione. Il progetto, che vedrà collaborare assieme Comune di Cavriglia e Regione, dovrà ora essere presentato entro il 15 marzo al Ministero.

“La giunta toscana – ha annunciato  il presidente Eugenio Giani – ha scelto Castelnuovo in Avane. Tra i quarantaquattro borghi che hanno partecipato all’avviso Castelnuovo è quello che maggiormente rispondeva ai criteri individuati dal Ministero. Inoltre il fatto di avere un proprietario unico, il Comune, semplificherà la realizzazione degli interventi necessari alla sua riqualificazione. Sarà un modo – conclude il presidente – per risarcire la ferite provocate dalla guerra e dalla sfruttamento delle miniere”.

“E’ una soddisfazione storica e immensa – ha detto il sindaco di Cavriglia Leonardo Degl’Innocenti o Sanni -; la Regione Toscana, che ringrazio nella persona del Presidente Eugenio Giani, ha premiato un progetto di recupero a cui lavoriamo da ormai molti anni. Fin dal lontano 2003 infatti il borgo è divenuto di proprietà pubblica e lavoriamo alacremente alla ricerca di bandi e finanziamenti per rilanciarlo. Castelnuovo in Avane rinascerà con il suo antico nome, la rinascita di questo paese rappresenta la rinascita di un’intera comunità che ha patito le tragedie delle stragi nazifasciste e l’esilio forzato dovuto alle attività estrattive della lignite. Oggi è un giorno storico per la nostra gente, che segna una nuova svolta epocale per la nostra vita”.

La storia:

“E’ un paese abbarbicato ad una roccia da secoli nel cuore della Toscana, con una storia unica in Italia. L’antico borgo abbandonato di Castelnuovo dei Sabbioni, nel comune di Cavriglia, un tempo conosciuto come Castelnuovo in Avane, era un castello antichissimo, ricostruito più volte nei secoli. Durante la sua lunga e dolorosa storia, sono innumerevoli e sanguinosi gli episodi che lo hanno contraddistinto: su tutti una terribile strage messa in atto dai Pazzi nel 1267, che massacrarono gli abitanti maschi della rocca e un altro eccidio, nello stesso punto, avvenuto il 4 luglio 1944 durante la seconda guerra mondiale, questa volta per mano nazista, che vide cadere 74 uomini e che nel suo complesso portò via la vita a 192 civili nel comune. La storia di Castelnuovo però non è solo intrecciata alle guerre ed alle stragi, ma anche all’estrazione di un carbonfossile povero, la lignite xiloide, la cui coltivazione venne avviata a metà ottocento e mutò la storia del paese e del territorio. Per cento anni lo scavo venne effettuato in galleria e garantì lavoro anche a 5000 maestranze contemporaneamente. Poi, dal 1956, nell’ottica di far ripartire l’Italia dopo lo sconvolgimento e le penurie della guerra, il progetto Santa Barbara avviò lo scavo della lignite a cielo aperto e in circa 40 anni, 450 milioni di metri cubi di terra furono sbancati da Enel, titolare della concessione per estrarre carbone. Furono demoliti paesi, case, chiese e un castello, ed anche Castelnuovo, sull’orlo del cratere lunare venutosi a creare durante gli scavi, ormai rischiava di franare. Così l’intero abitato venne ricostruito in un’altra area vicina, Camonti e Castelnuovo, dopo secoli di storia, fu progressivamente evacuato e definitivamente abbandonato alla fine degli anni settanta. Per quasi vent’anni Enel lo recintò per motivi di sicurezza impedendovi l’accesso a chiunque, nel 1995 il regista Alessandro Benvenuti ci ambientò il film Ivo il Tardivo e nel 2003 il Comune di Cavriglia decise di acquistare le rovine del paese abbandonato ma mai dimenticato, con l’intento di recuperarlo. Così Castelnuovo divenne per intero di proprietà pubblica e a partire dal 2006 iniziarono i primi interventi di recupero: realizzazione nel 2012 del Museo Mine che racconta le vicissitudini di questo territorio e costruzione della Casa della Memoria, negli ultimi anni, che ha l’obiettivo di raccontare gli eccidi nazifascisti.
Il resto del borgo versa ancora in condizioni di degrado e abbandono e rischia di crollare. Oggi, però, quello che fino a qualche tempo fa sembrava solo un sogno, immenso, di vederlo rinascere, si avvererà”.

Il video

 

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