La recente notizia dei numeri in crescita del Cinema Teatro Masaccio rende inevitabile uno sguardo complessivo sulle strutture teatrali di San Giovanni Valdarno e, in particolare, su quella che per dimensioni e storia è destinata ad accogliere le produzioni più importanti. Chiuso dal 2015, il Bucci è al centro di un intervento di recupero che punta a restituire alla città un grande cinema-teatro, con una capienza complessiva di 499 posti e una dotazione scenotecnica di livello, pensata per ospitare compagnie di rilievo e spettacoli di ampia portata.
“Il Bucci ha numeri da progetto – spiega l’assessore alla cultura Fabio Franchi –. Con una capienza di questo tipo non solo si può immaginare una stagione molto fitta, ma anche la possibilità di repliche, come avviene nei grandi teatri. E soprattutto una capacità attrattiva importante”. Secondo Franchi, il futuro non è nella contrapposizione tra strutture, ma in una loro integrazione funzionale. “Io credo – sottolinea – che si debba pensare a un’integrazione forte tra Bucci e Masaccio, come se fossero due sale con capienze e potenzialità diverse, ma collegate tra loro”.
Un’impostazione che si inserisce in una collaborazione ormai storica. “Il rapporto che si è creato tra il Comune di San Giovanni e il Cinema Teatro Masaccio, da circa vent’anni, da quando il Bucci ha interrotto la programmazione cinematografica, si è consolidato nel tempo. È un patrimonio che la città non può disperdere. Questa collaborazione deve rimanere, perché San Giovanni avrà due sale e una proposta culturale più ampia”.
Il Teatro Bucci potrà contare su un investimento complessivo di oltre 3 milioni di euro: 3.067.244 euro dai fondi Pnrr per la rigenerazione urbana, ai quali si sono aggiunti gli 800 mila euro stanziati dalla Regione Toscana, all’interno di un pacchetto complessivo di quasi due milioni di euro destinato alla provincia di Arezzo.
Su quest’ultimo finanziamento, Franchi chiarisce alcuni aspetti emersi nel dibattito pubblico. “Gli 800 mila euro non servono per una variazione di progetto e non coprono mancanze – precisa –. La Regione sta investendo in modo netto e deciso sui luoghi della cultura e sui teatri, non solo a San Giovanni ma in tutta la Toscana”.
L’integrazione delle risorse regionali nasce, infatti, da una nuova scelta progettuale:“Per rispetto del progetto già in corso e tenuto conto che lo spazio lo consentiva, abbiamo pensato di dotare il teatro di qualcosa che inizialmente non era previsto: un’area di accoglienza, una caffetteria, un piccolo punto ristoro. Un’idea maturata nel tempo, per la quale stavamo cercando finanziamenti, e alla quale la Regione ha deciso di dare risposta”.
Oltre a questa novità, le risorse serviranno anche a migliorare alcune parti tecnico-accessorie della struttura: “Non si tratta affatto di una voragine di spesa – ribadisce l’assessore – ma di un “di più”, di un nuovo pezzo di progetto. È importante curare la programmazione e l’estetica, ma anche l’accoglienza e la socialità che un teatro può offrire”.
Il Bucci, nato nel 1949 come Cinema Marzocco, trasformato in teatro di varietà e acquistato dal Comune nel 2008, è stato definito “un futuro magnete della cultura”, capace di attrarre grandi compagnie e pubblico da tutto il Valdarno. Un obiettivo condiviso anche dai progettisti, che immaginano il teatro come fulcro di un sistema culturale più ampio, nel quale Masaccio e Bucci non si escludono, ma si completano. Una doppia anima culturale che, nei prossimi anni, potrebbe ridisegnare il ruolo di San Giovanni Valdarno nel panorama teatrale toscano.

