Ad Arezzo prende forma un progetto di formazione e innovazione nella chirurgia ortopedica

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Robotica, ricerca, nuove tecniche e formazione dei giovani medici. Al Centro Chirurgico Toscano il dott. Rocco Rende sta sviluppando un percorso che integra attività clinica e innovazione, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo di Arezzo nella chirurgia ortopedica avanzata.

La robotica in sala operatoria rappresenta ormai una realtà della chirurgia ortopedica contemporanea. La frontiera più interessante si è già spostata oltre: verso il perfezionamento delle tecniche, la ricerca, la formazione dei giovani chirurghi e la capacità di creare luoghi nei quali queste competenze possano incontrarsi.
Ad Arezzo questo percorso sta prendendo forma al Centro Chirurgico Toscano, attraverso il lavoro del dott. Rocco Rende, ortopedico di Perugia, specializzato nella chirurgia robotica protesica e mininvasiva, nella chirurgia artroscopica ricostruttiva e rigenerativa e nella traumatologia sportiva.
Il dott. Rende affianca all’attività chirurgica un percorso di approfondimento e ricerca, mantenendo un rapporto costante con il contesto medico e scientifico milanese, in particolare con l’ Istituto Humanitas (Humanitas University e Humanitas Research) di Milano. È proprio questo collegamento tra pratica chirurgica, ricerca e confronto con realtà differenti a rappresentare uno degli elementi centrali del progetto che sta sviluppando ad Arezzo.Il progetto si inserisce in un contesto clinico di significativa attività. Nel 2025, al Centro Chirurgico Toscano sono stati eseguiti complessivamente 1.500 interventi chirurgici, circa la metà dei quali in ambito ortopedico, senza considerare le prestazioni ambulatoriali. Numeri che testimoniano il ruolo dell’ortopedia con tecnologia robotica nell’attività della struttura e rappresentano una base concreta per lo sviluppo di nuove iniziative dedicate alla ricerca, all’innovazione e alla formazione specialistica.

Dalla robotica alla ricerca
Il punto, infatti, è andare oltre il semplice utilizzo di un robot.
La tecnologia è uno strumento all’interno di un percorso molto più articolato, che parte dalla pianificazione dell’intervento e arriva alla ricerca di una precisione sempre maggiore, alla personalizzazione della chirurgia e all’evoluzione delle tecniche.
Il chirurgo rimane al centro del processo: interpreta i dati, pianifica, decide e opera. La tecnologia permette di aggiungere informazioni e precisione a un patrimonio di competenze che resta profondamente medico.
È su questo terreno che il dott. Rende sta concentrando parte della propria attività di ricerca: studiare come le tecniche possano evolvere, essere perfezionate e successivamente trasferite nella pratica clinica.
Un ruolo centrale in questo percorso è rappresentato dall’Istituto Humanitas (Humanitas University e Humanitas Research). a Milano, attraverso un’attività che intreccia pratica chirurgica, ricerca e confronto scientifico. Un legame professionale stabile, che alimenta lo sviluppo e il perfezionamento delle tecniche e favorisce il trasferimento delle conoscenze dalla ricerca alla pratica clinica.

Arezzo e la formazione dei giovani
C’è poi un secondo aspetto, particolarmente significativo per il territorio. Attorno all’attività chirurgica del dott. Rende sta crescendo un percorso dedicato ai giovani medici e agli studenti di Medicina, alcuni dei quali vengono già ospitati ad Arezzo per osservare direttamente il lavoro in sala operatoria, conoscere le tecniche utilizzate e confrontarsi con una chirurgia ad alto contenuto tecnologico.
L’obiettivo è dare a questa esperienza una dimensione progressivamente più strutturata, sviluppando un progetto di formazione e aggiornamento specialistico nella chirurgia ortopedica innovativa. Arezzo potrebbe così diventare un luogo nel quale giovani medici italiani e stranieri possano incontrare professionisti, osservare tecniche chirurgiche avanzate e partecipare a momenti di formazione e confronto. Un progetto che guarda anche alla costruzione di collaborazioni con università e centri di ricerca, mettendo in relazione le competenze sviluppate sul territorio con realtà nazionali e internazionali. Una vera e propria Academy.
«La chirurgia ortopedica sta attraversando una fase di profonda evoluzione» – spiega il dott. Rocco Rende, che individua nella formazione e nella condivisione delle competenze due elementi centrali del progetto. «La tecnologia ci offre strumenti sempre più avanzati, ma il vero progresso nasce dalla capacità di trasformare queste opportunità in nuove competenze e conoscenze condivise. Il mio obiettivo è contribuire a costruire ad Arezzo un ambiente nel quale l’attività chirurgica possa dialogare costantemente con la ricerca e la formazione, offrendo ai giovani medici la possibilità di confrontarsi con tecniche innovative e crescere professionalmente. Credo molto nel valore della condivisione delle esperienze: è così che si costruisce il futuro della nostra professione».

Un’équipe che cresce
È forse questo il passaggio più significativo. L’innovazione richiede il contributo di un’équipe, di competenze differenti e soprattutto della capacità di trasferire conoscenza.
Il dott. Rende sta lavorando proprio alla costruzione di questo modello: un gruppo giovane, capace di crescere attraverso la pratica clinica, la ricerca e il confronto con altre esperienze.
In questa prospettiva il Centro Chirurgico Toscano può rafforzare il proprio ruolo, affiancando all’attività assistenziale un percorso di formazione e innovazione capace di richiamare l’interesse di giovani professionisti.

Tra i progetti sui quali il dott. Rende sta lavorando, infatti, allo sviluppo di un nuovo approccio alla riabilitazione ortopedica, che punta a integrare competenze cliniche, fisioterapia e soluzioni tecnologiche di nuova generazione. Un percorso ancora in fase di progettazione, che esplora applicazioni innovative e metodologie avanzate, con l’obiettivo di aprire nuove prospettive nella personalizzazione del recupero funzionale.
Il progetto, attualmente in fase di definizione, nasce dalla volontà di ampliare il campo della ricerca oltre la sala operatoria, coinvolgendo professionalità e competenze differenti in una visione integrata del percorso di cura. Dalla chirurgia alla riabilitazione, l’obiettivo è costruire un modello nel quale ricerca, innovazione e competenze multidisciplinari possano contribuire all’evoluzione delle pratiche cliniche. Chirurgia, ricerca, formazione e riabilitazione diventano così parti di un percorso integrato.

Ed è questa la sfida che parte oggi da Arezzo: trasformare l’innovazione tecnologica in competenza, la competenza in formazione e la formazione in opportunità di crescita per una nuova generazione di professionisti.
Con un’ambizione precisa: contribuire a rendere il territorio aretino sempre più riconoscibile nel panorama della chirurgia ortopedica avanzata, attraverso la qualità dell’attività clinica, la ricerca e lo sviluppo delle tecniche che accompagneranno la medicina dei prossimi anni.

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