Montevarchi, musica e striscioni alla manifestazione studentesca. “Servono investimenti per la scuola, è il futuro del Paese”

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Musica, colori, cori, cartelli e striscioni: è una manifestazione pacifica e rumorosa quella partita stamattina da viale Matteotti a Montevarchi, dove tra l’altro la sede del Varchi è rimasta chiusa per lo sciopero generale. Oltre un centinaio di studenti si sono radunati per la loro protesta, organizzata dal sindacato studentesco Arezzo Rev insieme al Collettivo Volpe, e con il sostegno anche di alcune associazioni e della Cgil. Ad aprire il corteo, che ha proseguito verso il centro di Montevarchi, la musica dei Punkcake, che suonano da un furgone. Presenti le forze dell’ordine ma non si registra nessun episodio critico.

In Piazza Vittorio Veneto, arrivo finale del corteo, ad incontrare i manifestanti è arrivata anche Silvia Chiassai Martini, sindaco di Montevarchi. 

Gli slogan ribadiscono le richieste degli studenti di tutta Italia: servono più soldi per la scuola, investimenti che i manifestanti considerano necessari per il futuro. “Finanziare la scuola, investire sulla cultura, è investire sul futuro del nostro Paese”.

Giulio Benvenuti è un rappresentante per il Valdarno del sindacato studentesco Arezzo Rev, e spiega: “Siamo qui davanti al Varchi per una manifestazione che riguarda studenti, studentesse, lavoratori della scuola e chiunque vede che c’è un problema, una crisi economica nel nostro Paese. Ci sono scuole anche in provincia di Arezzo con gravi problemi, e intanto il nostro Governo stanza sempre più soldi per le armi, che noi vorremmo fossero destinati invece all’istruzione. Se ci sono problemi nelle scuole, negli edifici, aule pollaio, vuol dire semplicemente che non si investono abbastanza soldi nell’istruzione. Investire sulla scuola è investire sul futuro del Paese. Protestare non è un atto contro la comunità, ma un modo di voler bene e di mostrare solidarietà verso tutti”.

Damiano Falcioni spiega cos’è il Collettivo Volpe e perché sostiene questa manifestazione: “Il Collettivo Volpe è nato quest’anno, dopo vari problemi legati al circolo RedStone, il nostro obiettivo era di creare appunto un collettivo di protesta, per organizzare manifestazioni a sostegno delle varie cause in cui crediamo. Noi abbiamo indetto questa manifestazione insieme ai ragazzi di Arezzo Rev perché crediamo che in Valdarno ci sia bisogno di questa mobilitazione, perché non si manifesta solo nelle grandi città ma è giusto farlo anche qui, con studenti e lavoratori che magari non si possono spostare. Siamo qua per sostenere i moti che si sono alzati in queste settimane e speriamo che si mantengano, nel Valdarno e in generale”.

Alessandro Tracchi, segretario di Cgil Arezzo, è presente per portare il sostegno del sindacato: “Siamo a fianco di studenti e studentesse, ai quali stiamo lasciando un mondo in condizioni drammatiche, senza possibilità di sognare o costruirsi un futuro, un mondo di precarietà e senza diritti. Un mondo insostenibile e in cui non è possibile nemmeno studiare. Il nostro è un tentativo di trasmettere loro tutta la nostra solidarietà in questo momento di lotta, perché vogliamo che il loro grido sia ascoltato per invertire le condizioni di questo mondo, che oggi non rappresenta un’opportunità per i giovani. Lavoreremo anche per lo sciopero del 20 novembre, giornata internazionale dello sciopero degli studenti, perché queste iniziative sono necessarie per un percorso verso il cambiamento. Protestare sempre senza lasciare spazio ad episodi di violenza, che compromettono questo meraviglioso messaggio che studenti e studentesse stanno dando”.

 

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