All’indomani della manifestazione degli studenti del Professionale, la Dirigente scolastica dell’Iis Varchi professoressa Chiara Casucci interviene sulla questione della nuova sede che la Provincia sta ultimando proprio a fianco dell’immobile centrale di viale Matteotti, e rassicura tutti che il trasferimento ci sarà, come previsto a gennaio. Un messaggio, quello della Dirigente, che punta anche a chiarire che la riorganizzazione servirà ad unire la comunità scolastica, e non a creare ulteriori separazioni.
“Desidero innanzitutto riconoscere agli studenti del Professionale il merito di aver espresso le proprie ragioni in modo civile e composto. È un atteggiamento che fa onore a loro, alle famiglie e ai docenti che li accompagnano ogni giorno. Voglio essere chiara su un punto, per sgombrare il campo da ogni equivoco: il Professionale si trasferirà nella nuova struttura, lasciando l’edificio attuale. Non è mai stata in discussione una diversa soluzione. Del resto, pochi giorni fa ho invitato personalmente una rappresentanza degli studenti del Professionale al sopralluogo nel nuovo edificio, perché ritenevo giusto che fossero tra i primi a vedere gli spazi in cui andranno a studiare. Non si invita a visitare una scuola chi da quella scuola si intende escludere”, sottolinea Casucci.
“Conosco bene le condizioni della vecchia sede e i disagi che studenti e personale sopportano da anni. Come previsto dalla Legge 11 gennaio 1996, n. 23, la realizzazione degli edifici delle scuole superiori e la loro messa a disposizione degli istituti competono alla Provincia, ente proprietario, alla quale spettano quindi tempi e modalità della consegna. L’istituto è in contatto costante con gli uffici provinciali perché il trasferimento avvenga nei tempi annunciati. Occorre però ricordare come è nata quest’opera. Il progetto della Provincia è, per sua stessa definizione, un ampliamento del complesso scolastico della sede centrale sita in viale G. Matteotti realizzato per ospitare la nuova sede del Professionale: una nuova ala collegata all’edificio esistente, che entra a far parte di un unico polo”.
Per questo non si esclude che alcuni spazi possano essere destinati ad altre classi: “Il Professionale – ribadisce la professoressa Casucci – vi troverà sicuramente la propria sede. Alcune aule del nuovo edificio però potrebbero essere utilizzate anche da classi degli altri indirizzi, così come gli studenti del Professionale potrebbero svolgere le lezioni nelle aule tematiche dedicate di cui l’istituto già dispone nell’edificio principale. Rientra nell’autonomia organizzativa riconosciuta alle scuole dal D.P.R. 275/1999 e nei compiti di gestione unitaria attribuiti al dirigente dall’art. 25 del D.Lgs. 165/2001 organizzare gli ambienti in questo modo, ed è una scelta che va nella direzione indicata fin dal 2021, quando la scuola presentò alla comunità il progetto come l’occasione per superare la divisione tra plessi lontani e costruire un’unica comunità: non due scuole affiancate, dunque, ma un solo istituto. Gli studenti del Professionale non sono e non saranno mai studenti di serie B, e il modo migliore per dimostrarlo è farli sentire parte a pieno titolo del Varchi, non separarli”.
“Ieri io stessa ho incontrato gli studenti, ho ascoltato le loro ragioni e ho chiarito quanto ho ribadito qui. Continuerò a farlo, insieme ai loro docenti e all’intera comunità scolastica in tutte le fasi che ci separano dal trasferimento, nell’interesse comune dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze”, conclude Casucci.

