Mentre è in fase di completamento il Piano delle attività di bonifica 2026 e si lavora alla programmazione del 2027, sul territorio in cui opera il Consorzio di Bonifica Alto Valdarno si fanno i conti con un autunno piovoso ma ancora con temperature miti, che ha favorito una rapida ricrescita della vegetazione erbacea, anche nei tratti sfalciati di recente. Una situazione che, in vista delle precipitazioni autunnali, alimenta le preoccupazioni dei cittadini.
La presidente del Consorzio, Serena Stefani, spiega: “Comprendiamo i timori dei cittadini di fronte alla presenza di vegetazione lungo le sponde e negli alvei, ma erba e arbusti giovani e flessibili, rinati dopo i tagli estivi, in sé, non costituiscono necessariamente un problema idraulico e dunque automaticamente non rendono necessario un nuovo intervento”.
La valutazione deve tenere conto delle caratteristiche del corso d’acqua, della tipologia e della consistenza della vegetazione e delle possibili interferenze con il deflusso. È su questi elementi che il Consorzio basa le proprie verifiche, individuando le situazioni in cui sono necessari interventi mirati o una maggiore frequenza delle lavorazioni.
Come è accaduto sul Borro dei Frati, a San Giovanni Valdarno, dove la manutenzione, che inizialmente era stata prevista con cadenza pluriennale, in base alle caratteristiche del tratto e alle indicazioni regionali fornite con deliberazione della giunta toscana n. 1315/2019, ora viene eseguita ogni anno, per garantire un migliore controllo della vegetazione e verificare la corretta funzionalità del corso d’acqua.
“La manutenzione non può essere uguale dappertutto: deve rispondere alle caratteristiche di ogni tratto, alle condizioni effettive riscontrate e alle esigenze di sicurezza del territorio – sottolinea ancora la Presidente – per questo ascoltiamo le amministrazioni locali, verifichiamo le segnalazioni dei cittadini e, dove necessario, interveniamo. Il Consorzio ha il compito di svolgere una manutenzione attenta e proporzionata alle effettive necessità, concentrando le risorse dove possono contribuire concretamente alla sicurezza delle comunità”.

