Vite Creative: Gabriele, il giovane pianista che trasforma la sua passione in un traguardo

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Gabriele Cerofolini è un giovane valdarnese con una grande passione per il pianoforte, coltivata nel tempo fino a raggiungere un importante traguardo. Il suo talento lo ha portato alla vittoria di un concorso, trasformando la musica in un’occasione per mettersi alla prova e farsi conoscere.

Gabriele si è approcciato al pianoforte sin da piccolo, grazie ad una scelta della madre:”Quando avevo sette anni mia madre decise di farmi fare qualche lezione di pianoforte alla scuola di Cascia. Devo dire che far intraprendere quel tipo di percorso al proprio figlio era una scelta un po’ insolita rispetto agli standard maschili di quell’età dove spesso ci si rivolge verso sport di gruppo come il basket o calcio.”

Di quei primi anni Gabriele conserva ricordi ancora vividi, legati non soltanto alla scoperta dello strumento, ma anche alle emozioni delle prime esibizioni davanti al pubblico. Tra questi, c’è infatti il suo primo saggio: “Ricordo che ero tranquillissimo. Spesso vedo i ragazzi d’oggi che hanno molta paura per questo confronto, che in primo luogo è tra di loro ma è anche con il pubblico, anche perché devo dire che il mestiere del musicista, molto di più rispetto ad altre cose, permette anche proprio uno sviluppo caratteriale perché c’è da gestire lo studio, le cadenze settimanali, esibirsi di fronte a un pubblico. Ma tornando al mio primo saggio ricordo tanta tranquillità, quasi come essere all’interno di una bolla. Ogni volta che finivo un brano che mi giravo verso il pubblico come della serie “ho finito adesso che cosa devo fare?” non so descrivere bene la sensazione ma era veramente molto ambigua perché c’era tantissima calma però contemporaneamente il cuore che batteva forte.”

Accanto alla predisposizione per la musica, Gabriele ricorda anche l’impazienza tipica dell’infanzia e il ruolo fondamentale della madre nel sostenerlo durante i primi anni di studio: “Avevo anche molta predisposizione allo strumento, che mi ha aiutato molto. Contemporaneamente però, come giustamente capita a tanti bambini, ero molto impaziente…per questo mi ritengo molto fortunato ad avere una mamma molto più paziente di me, che mi stava accanto. Questa è una cosa importante perché è importante per i ragazzi avere accanto la presenza di un genitore, la musica è condivisione.”

Il percorso musicale di Gabriele è proseguito attraverso nuove esperienze e scelte che lo hanno accompagnato verso la professione di musicista: “Nel 2009 il mio maestro di allora mi fece conoscere Andrea Turini ed è subito scattato qualcosa. Iniziai a guardare la musica classica e il pianoforte con occhi diversi. Turini oltre a essere un musicista eccezionale è stato un Maestro altrettanto fantastico, con valori altissimi e un’enorme umanità. Ha saputo dosare delicatezza e severità nei momenti più critici e questo ha fatto davvero la differenza…sono fortunato e orgoglioso di averlo come Maestro, Collega e Amico!
Anche dopo quasi vent’anni mi insegna sempre cose nuove e questo è un dono.
Successivamente è arrivata la scelta di fare il Conservatorio. La mia famiglia ha sempre dimostrato un appoggio molto giusto e sano, lontano da qualsiasi tipo di presunzione o arroganza. Ha sempre difeso la mia scelta di voler fare il musicista, ma allo stesso tempo si aspettava che fossi io per primo a rispettarla, maturando nel tempo una consapevolezza sempre maggiore. Ho frequentato il Conservatorio di Pesaro, dove ho conseguito la laurea triennale e poi quella specialistica con lode. E tra le opportunità che mi sono state date al termine di questo percorso, oggi sono docente e vicepresidente dell’Accademia Musicale Valdarnese. È bello ricoprire questo ruolo in un luogo dove tanti anni prima andavo come studente. Ma è anche una bella responsabilità, cerco quindi di portare avanti gli insegnamenti che ho ricevuto, mettendoci anche un po’ del mio.”

Tra le tappe più recenti del suo percorso c’è la vittoria del concorso IBLA Grand Prize 2026: “Iscrivermi è stata una scelta abbastanza spontanea, ma nata in seguito a una lunga osservazione del panorama dei concorsi, sapevo che era un palco molto importante…però informandomi sentivo di poter avere le giuste qualità per poter fare bene perciò ho deciso di scrivermi senza stare poi a rimuginare troppo sulla scelta. Quello che ho fatto è stato semplicemente studiare, tappare le orecchie da pareri o da impressioni esterne e lavorare con il massimo della professionalità, della passione e della fiducia.”

L’esperienza in Sicilia si è rivelata intensa e impegnativa, mettendo alla prova Gabriele: “A Ragusa Ibla, in Sicilia, è stata una settimana bellissima, c’erano musicisti provenienti da tutto il mondo. Tutte le sere suonavamo per tre volte, in tre ambienti diversi, con tre pianoforti diversi, con tre pubblici diversi senza poi magari considerare eventuali necessità dell’ultimo momento. È stata una prova professionale e caratteriale molto seria e molto dura. Io ho cercato di fare il meglio con umiltà, credevo tantissimo nella proposta musicale che portavo e infatti è andata bene. Mi piace pensare che sia stata la scelta giusta al momento giusto.”

Gabriele racconta che la conferma della vittoria è arrivata soltanto a distanza di alcuni mesi: “La comunicazione della vittoria è arrivata a mesi di distanza, mesi abbastanza ansiosi, però la soddisfazione è stata tanta, anche se devo dire molto pacata, molto sincera proprio perché era avvenuto tutto con i giusti presupposti, senza troppa paura, senza eccessive aspettative e poi ricevere la menzione speciale per le esecuzioni di J. S. Bach, un autore al cui sono particolarmente legato, è stata la ciliegina sulla torta.”

Guardando al futuro, Gabriele si prepara a intraprendere il tour ottenuto grazie al premio: “Il riconoscimento di eccellenza e notorietà mondiale mi darà la possibilità di esibirmi negli Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone durante la Primavera del prossimo 2027. Negli Stati Uniti sono già confermate le date dalla fine di aprile a inizio maggio. C’è tanta emozione, però ho intenzione di andarci con tantissima serenità, di viverla con tanto entusiasmo e con tanta voglia di fare bella musica e poi incrociando il dita spero che possa essere di buon auspicio per il futuro. Poi ci sarà anche la tournée in Giappone e in Corea del Sud, anche lì su palchi bellissimi, non vedo l’ora…spero soltanto di essere all’altezza delle aspettative. Quindi ora ovviamente la concentrazione è su questo tour.”

Il premio rappresenta dunque una nuova opportunità, senza però mettere da parte la sua attività quotidiana di musicista e docente, che continuerà ad accompagnarlo anche dopo questa esperienza: “L’attività di insegnamento è fondamentale secondo me per un musicista, perché permette di mantenere una grande elasticità. Lavorare con piccoli e grandi permette appunto di rivivere le stesse cose che si è vissuto alla loro età, ma dall’altra parte e ci sono anche momenti importanti, è quindi un’attività altrettanto gratificante.”

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