Don Luigi Ciotti incontra gli studenti dei Licei Giovanni da San Giovanni: “Le mafie sono più forti di prima”

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La memoria delle stragi di mafia, l’importanza dell’impegno collettivo e la necessità di non abbassare la guardia di fronte a organizzazioni criminali sempre più capaci di infiltrarsi nell’economia e nella società. Sono stati questi alcuni dei temi al centro dell’incontro con don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che questa mattina, venerdì 16 ottobre, ha incontrato gli studenti dei Licei Giovanni da San Giovanni e le istituzioni del territorio al cinema teatro Masaccio di San Giovanni Valdarno.

Una mattinata che ha messo al centro soprattutto i giovani e il loro impegno nella costruzione di una cultura della legalità. Davanti a una platea di studenti, insegnanti e rappresentanti delle amministrazioni locali, sono state ripercorse le esperienze maturate negli ultimi anni grazie alla collaborazione tra il Coordinamento del Valdarno di Libera, le scuole e le associazioni del territorio.

Tra i temi affrontati anche il Patto di Amicizia sottoscritto nel 2025 dai nove comuni del Valdarno aretino e fiorentino con i comuni calabresi di Polistena e Cinquefrondi, nella Piana di Gioia Tauro. Un legame che ha permesso di costruire occasioni di incontro e scambio tra ragazzi di territori diversi, uniti dalla volontà di conoscere da vicino le realtà impegnate nel contrasto alla criminalità organizzata.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stata anche la sindaca di San Giovanni Valdarno, Valentina Vadi, che ha ricordato l’importanza del rapporto costruito con le comunità calabresi e delle esperienze vissute dagli studenti.

“È un progetto assolutamente molto importante, legato a questo patto di amicizia e di gemellaggio con i comuni della Piana di Gioia Tauro”, ha spiegato la sindaca, evidenziando come i viaggi dei ragazzi e gli scambi tra i due territori abbiano rappresentato opportunità significative di crescita. La mattinata, ha aggiunto, è stata l’occasione per restituire alla comunità il lavoro svolto sui temi della legalità, alla presenza di un ospite di particolare rilievo come don Luigi Ciotti.

A raccontare le proprie esperienze sono stati i giovani che hanno partecipato ai campi di E!State Liberi, tra cui quelli organizzati a Polistena presso la cooperativa sociale Valle del Marro – Libera Terra. Spazio anche al primo campo ospitato in Valdarno, realizzato in collaborazione con Legambiente Valdarno Superiore, che ha accolto ragazzi provenienti dalla Calabria.

Gli studenti dei Licei Giovanni da San Giovanni hanno illustrato il percorso di “Restiamo Liberi”, il progetto che ogni anno coinvolge centinaia di giovani attraverso incontri nelle classi, visite ai beni confiscati alle mafie e viaggi di approfondimento, anche in Sicilia. Presenti inoltre gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Bucine, che hanno condiviso l’esperienza del viaggio scolastico nella Piana di Gioia Tauro, e l’associazione Conkarma, impegnata in percorsi educativi sulla legalità e sul contrasto al gioco d’azzardo, anche attraverso gli scacchi.

Il momento centrale della mattinata è stato l’intervento di don Luigi Ciotti, che ha scelto di partire da un ricordo personale, quello del suo incontro con Giovanni Falcone, avvenuto a Gorizia durante un corso di formazione rivolto alla Polizia di Stato sui temi della droga e delle dipendenze.

Ciotti ha raccontato di aver trascorso una giornata accanto al magistrato, confrontandosi con lui su questioni diverse ma profondamente collegate: da una parte il contrasto ai grandi traffici di stupefacenti gestiti dalla criminalità organizzata, dall’altra la prevenzione e l’accoglienza delle persone con dipendenze. Al termine di quell’incontro i due si erano salutati con una stretta di mano e con la promessa di ritrovarsi per un caffè, a Roma o a Palermo. Un appuntamento che non si sarebbe mai realizzato.

“È un caffè che non abbiamo mai più preso insieme”, ha ricordato Ciotti, tornando con la memoria alla strage di Capaci del 23 maggio 1992, nella quale persero la vita Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

Il fondatore di Libera ha ricordato anche gli agenti sopravvissuti, segnati per sempre dalla violenza di quella giornata, e i 57 giorni che separarono la strage di Capaci da quella di via D’Amelio, nella quale venne ucciso Paolo Borsellino. Da quella stagione di sangue, ha spiegato, maturò ancora più forte la consapevolezza della necessità di unire persone, associazioni, scuole e realtà sociali, per non lasciare soli quanti già si impegnavano contro le mafie.

Ciotti ha poi collegato il suo intervento alle esperienze raccontate dagli studenti valdarnesi, sottolineando il valore del lavoro svolto dalle scuole, dalle amministrazioni e dalle associazioni. Ha quindi invitato i ragazzi a superare l’idea che la mafia sia un problema esclusivo del Sud Italia, ricordando l’assassinio di Pio La Torre nel 1982 e quello del procuratore Bruno Caccia, ucciso a Torino nel 1983. “La mafia al Nord c’era, e come c’era. Solo che non c’era nella testa della gente”, ha affermato.

Un richiamo anche alla situazione attuale: “Le mafie sono tornate più forti, salvo piccole eccezioni. Hanno cambiato il loro sistema di agire”, ha avvertito Ciotti, spiegando come le organizzazioni criminali siano sempre più presenti nel mondo della finanza e del riciclaggio, anche grazie al coinvolgimento di professionisti. Ha citato in particolare Milano e le indagini che hanno fatto emergere forme di collaborazione tra Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra.

Da qui l’importanza del lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, ma anche dell’impegno quotidiano delle scuole e della società civile. Un messaggio che ha dato ulteriore significato alle testimonianze dei giovani e alle esperienze sui beni confiscati alle mafie. Per gli studenti dei Licei Giovanni da San Giovanni, l’incontro ha rappresentato anche l’avvio del nuovo anno del progetto “Restiamo Liberi”, nel segno della consapevolezza e della partecipazione.

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