San Giovanni ricorda Carlo Alberto dalla Chiesa con due giornate dedicate alla legalità e alle esperienze dei giovani del Valdarno

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Ricordare Carlo Alberto dalla Chiesa, ma soprattutto far vivere alle nuove generazioni i valori per cui il generale dei Carabinieri si è battuto fino alla morte. È questo il filo conduttore delle due giornate in programma a San Giovanni Valdarno mercoledì 2 e giovedì 3 settembre, nel 44° anniversario dell’uccisione del generale, assassinato dalla mafia a Palermo insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo.

Il programma unirà la commemorazione istituzionale alle esperienze di legalità e giustizia sociale vissute dai giovani del territorio. Un legame, quello tra memoria e impegno concreto, che sarà al centro della serata di mercoledì 2 settembre.

“Da qualche anno – spiega il sindaco Valentina Vadi – grazie anche all’Associazione Nazionale Carabinieri che ha collocato un busto in memoria di Carlo Alberto dalla Chiesa nell’omonima piazza di San Giovanni, commemoriamo questa data importante perché i valori di cui era portatore possano arrivare anche alle generazioni future”.

Il primo appuntamento sarà mercoledì 2 settembre, alle 21.15, in piazza Cesare Battisti, con “La speranza del noi”. Al centro della serata ci saranno le testimonianze e i racconti dei giovani e degli studenti del Valdarno che hanno partecipato durante l’anno a progetti dedicati alla legalità e alla giustizia sociale, compresi i campi di E!state Liberi. Interverrà anche il procuratore generale della Corte d’Appello di Firenze, Ettore Squillace Greco.

Un’esperienza, quella dei campi, che si inserisce nel patto di amicizia tra nove comuni del Valdarno e i comuni calabresi di Cinquefrondi e Polistena:“È ormai un percorso operativo da tempo – sottolinea l’assessore Alberto Marziali – e sta producendo uno scambio importante di esperienze e di giovani. Ragazze e ragazzi del Valdarno partecipano ai campi nella Piana di Gioia Tauro, mentre giovani calabresi arrivano sul territorio valdarnese. Il valore dello scambio, secondo Marziali, è proprio quello di conoscere direttamente realtà diverse e comprendere come l’impegno delle comunità possa trasformare situazioni segnate dall’illegalità:”Ci si rende conto di essere di fronte a situazioni di male che vengono faticosamente riportate a una condizione di bene comune grazie allo sforzo e all’impegno di tante persone”.

Nei mesi scorsi 18 giovani del Valdarno hanno partecipato ai campi organizzati nella Piana di Gioia Tauro, andando a conoscere da vicino le realtà di Cinquefrondi e Polistena. Un’esperienza raccontata anche da Alice Vieri, presidente del Circolo Legambiente Valdarno Superiore: “Sono stati percorsi molto importanti dal punto di vista formativo ed educativo. Allo stesso tempo abbiamo vissuto uno scambio, ospitando in Valdarno ragazzi e ragazze di Cinquefrondi e Polistena, che hanno potuto conoscere le nostre associazioni e il nostro tessuto sociale”.

Per Pierluigi Ermini, referente del coordinamento del Valdarno di Libera contro le mafie, il titolo della serata, “La speranza del noi”, fotografa il movimento che in questi anni si è creato sul territorio:”Il patto di amicizia ha messo in moto molte iniziative che coinvolgono scuole, associazioni, comuni e realtà del territorio. Sono tanti i ragazzi coinvolti, dalle scuole medie fino alle superiori”.

L’obiettivo, spiega, è far conoscere direttamente ai giovani le realtà che resistono alle mafie. “Dobbiamo dare strumenti ai ragazzi, ma anche agli adulti e agli imprenditori, perché possano riconoscere e contrastare questi fenomeni. Crediamo che dove non c’è giustizia sociale le mafie attecchiscano più facilmente, mentre dove si rispettano la dignità e i diritti delle persone le mafie arretrano”.

La giornata di giovedì 3 settembre sarà invece dedicata alla commemorazione ufficiale. Alle 9.30, nella piazza intitolata al generale dalla Chiesa, si svolgerà la cerimonia organizzata dall’Associazione Nazionale Carabinieri, sezione “Carlo Alberto dalla Chiesa”, con la deposizione di una corona di alloro. Alla commemorazione è prevista la presenza del prefetto di Arezzo.

“Il generale dalla Chiesa è stato un servitore dello Stato – ricorda Vadi – e la sua memoria continua a rappresentare un punto di riferimento. Il ricordo, però, deve tradursi anche in un messaggio rivolto alle generazioni future e nella promozione concreta dei valori della legalità, della giustizia sociale e del rispetto”.

La sera, alle 21, piazza Cesare Battisti ospiterà un altro appuntamento dedicato alla memoria, con la proiezione in pellicola di Placido Rizzotto, film del 2000 diretto da Pasquale Scimeca. La serata rientra nella rassegna “La nostra memoria inquieta” ed è realizzata in collaborazione con l’Associazione Nazionale Carabinieri e il Coordinamento del Valdarno Superiore di Libera. Il film racconta la storia del sindacalista e partigiano siciliano Placido Rizzotto, rapito e ucciso dalla mafia nel 1948 per il suo impegno nella difesa dei contadini e nella lotta contro il potere mafioso.

Due giornate, quindi, che partiranno dalla memoria di uomini uccisi dalla criminalità organizzata per arrivare al presente e ai giovani:”Questa è una battaglia che deve coinvolgere tutti”, conclude Ermini.

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